La scia di atti intimidatori contro Sicily by Car non si ferma. Nelle ultime ore un nuovo incendio doloso ha colpito una sede dell’azienda in via San Lorenzo, provocando gravi danni a diversi mezzi parcheggiati all’interno della struttura.
Le fiamme sono divampate nel cuore della notte, poco dopo le 2. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato per contenere il rogo ed evitare che si propagasse ulteriormente.
Secondo una prima ricostruzione, l’incendio ha distrutto o danneggiato undici veicoli: nove automobili e due furgoni che si trovavano nel deposito aziendale.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e di individuare i responsabili.
Il terzo attacco in pochi mesi
Il nuovo episodio arriva dopo altri due gravi atti intimidatori contro la stessa azienda.
Lo scorso 27 maggio era stato preso di mira lo spazio espositivo di Villagrazia di Carini, inaugurato poche settimane prima, il 7 maggio. In quella circostanza circa venti vetture erano state distrutte o gravemente danneggiate dalle fiamme.
Prima ancora, il 21 marzo, il deposito della società era stato teatro di un altro episodio inquietante: ignoti avevano esploso diversi colpi di kalashnikov all’interno della struttura.
Tre attacchi in pochi mesi, tutti contro una delle aziende siciliane più note nel settore dell’autonoleggio.
L’azienda di Tommaso Dragotto
Sicily by Car è stata fondata nel 1963 da Tommaso Dragotto ed è oggi una delle principali realtà imprenditoriali siciliane del settore. L’azienda conta una flotta di circa 14 mila veicoli e un fatturato che supera i 136 milioni di euro.
Negli ultimi anni il marchio ha avuto grande visibilità anche grazie agli spot televisivi con Dragotto e il cantante Gigi D’Alessio.
Di fronte agli atti intimidatori, Dragotto ha ribadito più volte la propria posizione, dichiarando che non si piegherà al racket e confermando la volontà di continuare a investire e lavorare sul territorio.
Indagini in corso
L’ultimo incendio, per modalità e contesto, rafforza la preoccupazione degli investigatori. L’ipotesi dolosa è al centro degli accertamenti.
Restano da chiarire mandanti e responsabili di una sequenza di episodi che sta assumendo i contorni di una vera e propria pressione criminale contro l’azienda.
Le indagini sono in corso.