Fabrizio Bracconeri, volto storico della televisione italiana, si apre in una lunga intervista a DiPiù TV in cui ripercorre la sua vita privata e professionale, segnata in modo profondo dalla condizione del figlio Emanuele, 25 anni, affetto da una grave forma di autismo e disabilità globale.
L’attore, noto al grande pubblico per la serie cult I ragazzi della 3ª C e per la lunga esperienza a Forum, racconta senza filtri la quotidianità di una famiglia che convive ogni giorno con difficoltà importanti, ma anche con momenti di luce e resilienza.
«È un mondo di dolore e difficoltà – spiega Bracconeri – ma voglio raccontare anche le cose belle». Proprio da questa esperienza personale nasce il nuovo progetto televisivo che lo vedrà protagonista su Rai2: Lo spazio dei talenti, in onda dal 13 giugno con otto puntate.
Il programma, fortemente voluto anche grazie all’incontro con Pierluigi Diaco, nasce dopo la rubrica realizzata all’interno di BellaMa’, che ha ottenuto un buon riscontro e ha spinto la Rai a sviluppare un format interamente dedicato alla disabilità e alle storie di vita.
Bracconeri spiega il senso del titolo: nel dolore esiste sempre un “talento”, una luce nelle persone con disabilità, che emerge attraverso sport, musica, arte e percorsi di inclusione. Il programma attraverserà l’Italia raccontando famiglie, associazioni e strutture di sostegno.
Sul piano personale, l’attore racconta l’impatto profondo che la disabilità del figlio ha avuto sulla sua vita e su quella della moglie Monica: notti difficili, paura costante e la necessità di una presenza continua. «Solo grazie a mia moglie siamo riusciti a restare uniti», sottolinea.
La famiglia, trasferitasi in Sicilia, ha trovato un nuovo equilibrio anche grazie alla vicinanza con una struttura specializzata a Valderice, in provincia di Trapani: Villa Betania, dove Emanuele svolge attività e terapie quotidiane che hanno portato miglioramenti nella sua qualità di vita.
Bracconeri chiarisce anche la sua uscita dal programma Forum, avvenuta prima del cambio di conduzione, e racconta di aver rifiutato partecipazioni a reality show perché incompatibili con la sua situazione personale.
Oggi, tra televisione e impegno sociale, l’attore sceglie di dare spazio a una narrazione diversa della disabilità: non solo fatica e sofferenza, ma anche dignità, talento e possibilità di crescita.