Prosegue l’attività di controllo nel territorio trapanese contro il fenomeno del caporalato e del lavoro sommerso. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, in collaborazione con i militari dell’Arma e i funzionari dell’INPS, hanno effettuato verifiche in allevamenti e aziende agrovivaistiche tra Marsala e Petrosino.
Nel corso dell’operazione, inserita nel più ampio piano nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo, sono state controllate tre aziende e la posizione di otto lavoratori, tutti di nazionalità straniera. Di questi, sei sono risultati non regolarmente assunti.
Dagli accertamenti sono emerse numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. In un’azienda di Marsala sono state riscontrate gravi irregolarità, tra cui mancata sorveglianza sanitaria, omessa formazione dei lavoratori, assenza dei dispositivi di protezione individuale, mancata nomina delle figure obbligatorie per la sicurezza e assenza del documento di valutazione dei rischi. In un’altra azienda di Petrosino sono state contestate ulteriori violazioni legate alla formazione e alla sorveglianza sanitaria.
I due imprenditori sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente. Per la ditta marsalese è stata inoltre disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale, a seguito dell’impiego di lavoratori in nero e delle gravi violazioni in materia di sicurezza.
Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 48mila euro, con ulteriori somme aggiuntive per circa 9mila euro, e ammende per quasi diciassettemila e 800 euro, per un totale che supera i 66mila euro.
Un intervento che conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e alla tutela dei diritti dei lavoratori, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili.