La terza sezione della Corte di Cassazione (presidente Luca Ramacci) ha annullato, senza rinvio, la condanna subita dal 45enne mazarese Alessandro Figgini per non aver comunicato una particolare circostanza dopo aver fatto la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza.
E cioè non aver dichiarato la misura di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dal Tribunale di Palermo il 15 agosto del 2020. Per questo, Figgini era stato condannato dal Tribunale di Marsala il 15 gennaio 2024. Sentenza, poi, confermata dalla Corte d’appello di Palermo, seppur con riduzione della pena ad un anno di reclusione. Quindi, il minimo della pena, visto che la legge per questo reato prevede da uno a tre anni di reclusione. A difendere l’imputato è stata l’avvocato marsalese Chiara Bonafede, che nel ricorso in Cassazione ha sostenuto la mancanza dell’elemento soggettivo del dolo specifico. Lamentando che la Corte d’appello aveva “ritenuto integrato il reato contestato senza analizzare la sussistenza dell'elemento soggettivo, limitandosi ad equiparare la mera omissione alla consapevole volontà di mantenere indebitamente il benefico”.
Il legale ha, inoltre, rimarcato che “era pacifico che il Figgini al momento della presentazione non era sottoposto ad alcuna misura cautelare e che, pertanto, era stato legittimamente ammesso al beneficio”. E che la misura cautelare “era evento sopravvenuto non equiparabile ed una condanna”. E per questo “difettava qualsiasi rappresentazione e volontà di indebita percezione, essendo il diritto sorto validamente e non essendo l'imputato consapevole di porre in essere una condotta penalmente illecita”. Infine, il Figgini, proprio perché sottoposto a misura cautelare, “si trovava nell'oggettiva impossibilità materiale di accesso ai canali informatici o agli uffici competenti, con conseguente difetto di rappresentazione e volontà di indebita percezione”. E la Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la mancanza di rilevanza penale e annullando la condanna con la formula “perché il fatto non sussiste”.