Marsala, Enzo Sturiano: "La sindaca Patti era la "quarta candidata" del centrodestra..."
Dopo la proclamazione dei nuovi consiglieri comunali di Marsala, l’ex presidente del Consiglio comunale Enzo Sturiano torna ai microfoni de Il Volatore di RMC101 per analizzare il risultato delle amministrative, il crollo del centrodestra, il ritorno in aula come consigliere di opposizione e le prospettive future di Forza Italia. Dopo quindici anni alla guida dell’assise civica, Sturiano esclude di voler tornare alla presidenza e rivendica la volontà di recuperare quella libertà politica che il ruolo istituzionale gli aveva imposto di limitare.
“Dopo quindici anni da presidente ho bisogno di nuove motivazioni”
Sturiano chiarisce subito di non essere interessato a una nuova candidatura alla guida del Consiglio comunale.
“Dire che questi quindici anni da presidente siano stati pesanti sarebbe una fesseria, però dopo tanto tempo sento il bisogno di nuove motivazioni. Fare il presidente significa non essere libero, dover rispettare tutti i consiglieri e mantenere sempre una posizione di equilibrio. In questi anni mi è mancata la possibilità di dire apertamente quello che pensavo. Adesso torno a fare il consigliere comunale e lo farò con la libertà che ho sempre avuto.”
“La Patti? È stata la quarta candidata del centrodestra”
Una delle analisi più nette riguarda la vittoria di Andreana Patti, che Sturiano considera frutto anche di una parte consistente dell’elettorato moderato.
“Io continuo a dire che c’erano quattro candidati di centrodestra. Se analizziamo il risultato, il centrosinistra rappresentava circa il quindici per cento dell’elettorato, mentre il resto proveniva da un’area moderata e di centrodestra. La candidatura Patti circolava da anni anche negli ambienti del centrodestra e molti esponenti di quell’area la consideravano una figura gradita. Per questo la definisco la quarta candidata del centrodestra.”
“Nel centrodestra hanno scelto di perdere”
L’ex presidente punta il dito contro i vertici politici che hanno gestito la costruzione della coalizione alternativa ad Andreana Patti.
“I risultati parlano chiaro: il centrodestra ha fallito. Nessuno è riuscito a fare sintesi, per mesi abbiamo assistito soltanto a riunioni e comunicati senza arrivare a una soluzione. Io ritengo che qualcuno abbia addirittura considerato conveniente perdere questa elezione. In una città dove si perde non cresce una nuova classe dirigente e qualcuno preferisce mantenere gli equilibri esistenti piuttosto che rischiare l’emergere di nuove leadership.”
“Farò un’opposizione incisiva e determinante”
Sturiano guarda già alla nuova consiliatura e avverte la maggioranza.
“Non faremo un’opposizione pregiudiziale. Faremo un’opposizione incisiva, capace di entrare nel merito degli atti amministrativi e di smontarli quando sarà necessario. Questa amministrazione si troverà davanti un’opposizione qualificata, composta da persone che conoscono bene la macchina amministrativa. Se servirà, saremo anche determinanti nelle scelte che riguardano il futuro del Consiglio comunale.”
“Il centrodestra ha pagato cinque anni di divisioni e litigi”
Secondo Sturiano, la sconfitta elettorale affonda le radici nella gestione dell’ultima amministrazione.
“Negli ultimi cinque anni il centrodestra non ha fatto altro che litigare. Basti pensare che dei ventuno consiglieri eletti con Massimo Grillo, diciotto hanno firmato la mozione di sfiducia contro lo stesso sindaco. Quando una coalizione passa il tempo a combattersi al proprio interno invece di governare, il risultato elettorale diventa inevitabile. Gli elettori hanno semplicemente preso atto di questa incapacità di fare squadra.”
“Forza Italia deve tornare a essere il partito guida della coalizione”
Nell’ultima parte dell’intervista, Sturiano guarda al futuro del suo partito e alla necessità di una rifondazione politica.
“I risultati impongono una profonda autocritica. Forza Italia deve tornare a essere il partito guida del centrodestra marsalese. Dobbiamo costruire un partito più inclusivo, capace di coinvolgere chi vuole dare un contributo e non di chiudersi in logiche di appartenenza. I risultati peggiori di questi non si possono fare e quindi da qui bisogna ripartire, lavorando insieme per ricostruire una vera alternativa politica in città.”
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