Il "fenomeno" Vannacci approda anche a Marsala
Il "fenomeno" Vannacci è approdato anche a Marsala. Questa la comunicazione all'urbe: «Dopo una serie di incontri pubblici a Marsala e nei comuni limitrofi, si è costituito il coordinamento marsalese, primo nucleo organizzativo a Marsala del movimento guidato da Roberto Vannacci. Al comitato confluiranno anche gli iscritti di Indipendenza, nella figura del coordinatore Nicola Pinna, a testimonianza della volontà di unire le energie civiche del territorio».
Il segretario del Movimento Indipendenza è Gianni Alemanno, mentre il coordinatore Nicola Pinna è stato candidato alle recenti elezioni amministrative a Capo Boeo con ProgettiAmo, a sostegno della neosindaca Patti, in alleanza con il PD e AVS.
Il generale ha mostrato, anche recentemente in una trasmissione tv, di essere un parvenu della politica, sprovvisto di talento e senza argomenti, se non quelli dell'invasione degli immigrati, della comunità LGBTQ+ e della diversità dei disabili, del tutto privo di una lettura del Paese e della sua ossatura sociale ed economica.
È un tribuno, un populista che parla alla pancia della gente disorientata dal crollo del sistema democratico italiano. La storia ci ha insegnato che per ottenere consenso elettorale non occorre essere dei grandi geni della politica. E sicuramente Vannacci, sebbene sia politicamente incompetente, ha la possibilità di crescere elettoralmente senza avere alcuna qualità di governo.
La sua rapida crescita elettorale dipende in larga misura dalla parvenza di sovversivo, di personalità non incasellabile nel modello del politico odierno. Vannacci è un vero fascista. Il suo consenso deriva dalla capacità di catalizzare i sentimenti sovversivi della classe meno rivoltosa, quella meno disposta a mobilitarsi, ovvero la piccola borghesia, quel ceto medio-basso pesantemente colpito dal declino dell'Italia, dall'inflazione, dal depauperamento del lavoro e dal tradimento degli ideali di benessere promessi dal neoliberismo.
La piccola borghesia è una classe arrabbiata e Vannacci narra di una sinistra radical chic che vive di privilegi. Il generale ha terreno fertile perché la classe dirigente del centrosinistra è autoreferenziale: D'Alema, Renzi, Minniti e Bonaccini docent.
Tra un anno ci saranno le elezioni politiche e il virus Vannacci può essere debellato: ai moderati, al centrosinistra e alla sinistra il compito di trovare l'antidoto.
Vittorio Alfieri
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