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16/06/2026 13:33:00

La rabbia di Antonini: "Il Trapani Calcio non giocherà più a Trapani". Ecco perchè

Meno male che, fino a poche settimane fa, si parlava di “piena sintonia” tra il Trapani Calcio e il Libero Consorzio. La realtà, oggi, racconta una storia molto diversa. Il club granata rischia infatti di ritrovarsi senza casa e, per la prima volta, prende corpo l'ipotesi che la squadra possa disputare le proprie partite lontano da Trapani.

 

Alla base dello scontro c'è la posizione del Libero Consorzio, che continua a contestare alla società di Valerio Antonini il mancato pagamento dei canoni di concessione dello Stadio Provinciale e delle utenze. Una vicenda che negli ultimi mesi ha prodotto decreti ingiuntivi, richieste di sfratto, consulenze tecniche e una lunga serie di accuse reciproche.

 

Antonini, come sempre, non usa mezze misure.

"Una mossa da disperati e scappati di casa", ha dichiarato commentando le iniziative dell'ex Provincia.

Poi l'affondo:

"È uno scandalo assoluto, una vergogna schifosa".

E ancora, con il tono ormai abituale delle sue dirette social:

"Ho dato mandato ai miei legali di denunciare tutti per tentata estorsione alla Procura della Repubblica".

 

Ma è un'altra frase a fare rumore.

 

"Il titolo è mio e lo porto dove voglio"

 

Per la prima volta Antonini evoca apertamente l'ipotesi di lasciare Trapani.

 

"Il titolo del Trapani Calcio è mio e lo porto dove voglio".

Una dichiarazione pesantissima per una tifoseria che, dopo aver già vissuto fallimenti e ripartenze, si ritrova nuovamente a fare i conti con l'incertezza.

 

Secondo Antonini sarebbero addirittura tre le città già interessate ad accogliere il club.

 

Non fa nomi, ma il messaggio è chiarissimo: se la situazione con il Libero Consorzio non si sblocca, il Trapani potrebbe giocare altrove.

 

Spunta l'ipotesi Capaci

 

Nel frattempo emerge una soluzione concreta e immediata.

Il Trapani avrebbe avviato contatti con l'Athletic Palermo per utilizzare l'impianto di Capaci, uno stadio omologato per la Serie D, dotato di erba sintetica e settori separati per le tifoserie.

La trattativa sarebbe in corso e l'Athletic avrebbe manifestato disponibilità a valutare la richiesta.

Se l'accordo dovesse andare in porto, i tifosi granata sarebbero costretti a percorrere circa 180 chilometri tra andata e ritorno per assistere alle gare casalinghe della propria squadra.

Uno scenario che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrato impensabile.

 

La guerra dello stadio

 

Sul piano amministrativo, la posizione del Libero Consorzio resta immutata.

Per l'Ente, la concessione dello Stadio Provinciale è scaduta e la società continua a occupare l'impianto senza titolo. Inoltre restano aperte le contestazioni sui canoni non pagati e sulle bollette che il Trapani avrebbe dovuto rimborsare.

Antonini sostiene invece che la concessione sia ancora valida e che le somme richieste debbano essere compensate con gli investimenti effettuati negli ultimi anni per ammodernare la struttura.

Nel frattempo il Libero Consorzio ha persino incaricato una società specializzata di Palermo di determinare il valore reale del canone di mercato dello stadio, segnale evidente che l'Ente si sta preparando anche a scenari futuri.

 

Il tempo stringe

 

La data cerchiata in rosso è quella del 10 luglio, termine entro il quale le società di Serie D dovranno completare tutti gli adempimenti necessari all'iscrizione al campionato.

Tra questi c'è anche l'indicazione dello stadio nel quale disputare le gare interne.

Per questo il Trapani non può attendere all'infinito.

 

"Cari trapanesi, siete governati dal peggio"

 

Nel suo sfogo Antonini ha concluso con un attacco politico durissimo:

"Cari trapanesi, siete governati dal peggio".

 

Annunciando inoltre un dossier destinato al Ministero dell'Interno e una segnalazione alla Regione Siciliana.

 

Parole che confermano come la vicenda abbia ormai superato da tempo i confini di una semplice disputa amministrativa.

 

La cosa più paradossale è che tutto questo avviene mentre il Trapani si prepara ad affrontare una stagione già complicata, con cinque punti di penalizzazione da scontare in Serie D.

 

E adesso, oltre ai punti da recuperare in classifica, potrebbe esserci anche uno stadio da trovare. A 90 chilometri da Trapani. O magari ancora più lontano.