La Direzione regionale del Partito Democratico siciliano, riunita a Termini Imerese, si è trasformata nell'ennesimo terreno di scontro interno tra il segretario regionale Anthony Barbagallo e una parte consistente del partito che ne contesta la leadership.
Nel corso della sua relazione, Barbagallo ha tracciato la linea politica per i prossimi mesi, indicando come priorità il rafforzamento del dialogo con le forze del centrosinistra in vista delle elezioni regionali. Il segretario ha rivendicato il lavoro svolto dal Pd nella costruzione di alleanze ampie e inclusive durante l'ultima tornata amministrativa, sostenendo che proprio questo dovrà essere il modello da replicare per sfidare il centrodestra alla guida della Regione.
Secondo Barbagallo, il percorso dovrà partire dalla definizione di una piattaforma programmatica condivisa, capace di mettere al centro temi come sostenibilità, giustizia sociale, lotta alle disuguaglianze ed equità. Un progetto politico che, nelle intenzioni del segretario, dovrebbe coinvolgere partiti, movimenti, associazioni e rappresentanze sociali.
Tra i punti affrontati dalla Direzione, presieduta da Cleo Li Calzi, anche l'analisi del voto amministrativo, la situazione politica regionale, la campagna “Diritto di restare” e l'esame dei bilanci del partito.
Pronti per le primarie
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento di Barbagallo riguarda la scelta del futuro candidato alla presidenza della Regione. Il segretario ha ribadito la convinzione che il metodo più efficace resti quello delle primarie di coalizione, una proposta che il Pd intende portare al tavolo del confronto con gli alleati. Nella sua analisi, Barbagallo ha inoltre sostenuto che il centrodestra non rappresenterebbe più una maggioranza consolidata nell'Isola e che spetterebbe al Pd il compito di costruire un'alternativa credibile e competitiva.
Il bilancio delle amministrative
Il segretario regionale ha rivendicato i risultati ottenuti alle recenti elezioni comunali, definendoli i migliori degli ultimi anni per il Pd siciliano. Tra i dati evidenziati, il raddoppio dei consiglieri comunali eletti nei Comuni chiamati al voto e il rafforzamento della presenza del simbolo democratico nei centri superiori ai 15 mila abitanti.
Barbagallo ha citato come esempi positivi le vittorie ottenute a Marsala, Agrigento e Lentini, oltre alle conferme registrate a Termini Imerese e Floridia. Ha inoltre sottolineato il ritorno del Pd nei consigli comunali di città dove negli anni precedenti non era riuscito a ottenere rappresentanza, come Marsala, Milazzo e Agrigento.
Secondo il segretario, il dato politico più rilevante sarebbe la capacità del centrosinistra unito di conquistare amministrazioni locali e di ridurre sensibilmente il peso del centrodestra nei Comuni interessati dal voto.
La replica delle correnti interne
Le parole del segretario hanno però provocato una durissima reazione da parte delle aree interne Energia Popolare e Left Wing, che in una nota congiunta hanno contestato sia l'analisi politica sia la gestione complessiva del partito.
I dirigenti delle due componenti accusano Barbagallo di aver perso il contatto con la realtà politica siciliana e di proporre una lettura eccessivamente trionfalistica dei risultati elettorali. Secondo i contestatori, le percentuali ottenute dal Pd in numerosi Comuni dimostrerebbero una situazione molto diversa rispetto a quella descritta dal segretario regionale.
Nel mirino finiscono anche alcune scelte compiute durante le amministrative, in particolare nei territori di Messina, Enna e della provincia di Catania, giudicate politicamente fallimentari. Le correnti critiche contestano inoltre presunte contraddizioni nelle alleanze locali e nelle valutazioni espresse su alcuni candidati.
La richiesta di lasciare la guida del partito
L'affondo più pesante riguarda però il futuro della segreteria regionale. Energia Popolare e Left Wing sostengono che attorno alla figura di Barbagallo non sia più possibile costruire l'unità del Pd siciliano e chiedono apertamente che lasci la guida del partito.
Secondo i firmatari della nota, il Pd avrebbe bisogno di una nuova fase politica per presentarsi come alternativa credibile al governo regionale di centrodestra. Da qui la richiesta di aprire una stagione diversa, capace di ricomporre le divisioni interne e rilanciare l'azione politica del partito nell’Isola.
Nonostante le critiche rivolte alla segreteria, le due correnti hanno voluto esprimere un ringraziamento ai candidati, agli amministratori e ai dirigenti territoriali impegnati nella campagna elettorale, riconoscendo al Pd il ruolo di forza centrale del centrosinistra siciliano.
La Direzione di Termini Imerese, dunque, anziché chiudere il dibattito interno, sembra aver certificato una frattura politica ancora aperta, destinata a pesare sia sulle future alleanze del campo progressista sia sul percorso che porterà alle prossime elezioni regionali.