Trapani, Daidone contro Tranchida: "Basta allusioni"
Basta allusioni. "Se esistono fatti, li esponga con chiarezza. Se esistono responsabilità, indichi nomi e cognomi. Se esistono prove, le porti in aula".
È una replica durissima quella che il consigliere comunale di opposizione, Salvatore Daidone ("Sud chiama Nord") rivolge al sindaco Giacomo Tranchida, durante il consiglio comunale del 15 giugno, dopo l'intervista rilasciata dal primo cittadino nei giorni scorsi.
Daidone contesta soprattutto quello che definisce un metodo comunicativo basato su "allusioni, insinuazioni e percentuali misteriose", senza che alle affermazioni seguano riferimenti precisi o elementi verificabili.
Secondo il consigliere, le dichiarazioni del sindaco rischiano di alimentare sospetti senza fornire ai cittadini gli strumenti per comprendere realmente i fatti a cui si fa riferimento.
"Un sindaco ha il dovere della chiarezza e la responsabilità delle proprie parole", sostiene Daidone, che chiede pubblicamente a Tranchida di chiarire diversi passaggi contenuti nell'intervista.
Il consigliere pone domande nette e quali elementi concreti la supporterebbero: chi siano gli esponenti dell'opposizione che, secondo quanto riferito dal sindaco, avrebbero lamentato di essere oggetto di attività di dossieraggio e quale sia il presunto disegno politico cui Tranchida fa fatto riferimento, chi sarebbero i soggetti condizionati da fattori esterni e quali sarebbero questi condizionamenti.
"I cittadini di Trapani meritano risposte precise, non messaggi cifrati. Meritano verità documentate e non racconti basati sul sentito dire", afferma il consigliere, secondo il quale il confronto politico e istituzionale dovrebbe fondarsi su fatti verificabili e dichiarazioni circostanziate.
Domande inevitabili.
Se esistono fatti gravi, è interesse della città conoscerli. Se esistono pressioni indebite, è dovere delle istituzioni denunciarle. Se esistono responsabilità politiche o personali, vanno individuate e rese pubbliche.
L'intervento di Daidone riaccende così il confronto tra amministrazione e opposizione, in una fase politica caratterizzata da tensioni crescenti e da un dibattito sempre più acceso sul futuro dell'amministrazione comunale e sui rapporti all'interno dell'aula consiliare.
Finché il confronto resterà affidato agli indizi, il rischio è che i cittadini continuino a ricevere più suggestioni che risposte.
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