Non è una provincia per bambini: Trapani la peggiore in Italia per crescere un figlio
Se siete genitori in provincia di Trapani, probabilmente non avevate bisogno di una classifica per accorgervene. Ma adesso c'è anche il timbro dei numeri: per un bambino crescere in provincia di Trapani è più difficile che in qualsiasi altra provincia italiana.
Una bocciatura senza appello che arriva da un'analisi costruita su venti indicatori: asili nido, scuole, mense, sport, salute, verde pubblico, servizi sociali, sicurezza e opportunità educative.
Ma il dato più interessante non è tanto l'ultimo posto. È capire perché Trapani sia finita in fondo alla classifica.
Non è tutto nero: Trapani ha ancora famiglie e bambini
La fotografia restituita dal Sole 24 Ore non è uniforme.
Anzi, alcuni indicatori raccontano una provincia che conserva ancora punti di forza importanti.
Trapani è quarta in Italia per tasso di fecondità. Le donne hanno mediamente 1,3 figli, un dato superiore alla media nazionale. Inoltre la provincia è sedicesima per presenza di una rete familiare su cui contare: il 90% dei ragazzi dichiara di avere parenti di riferimento, contro una media italiana dell'87,4%.
Anche i servizi di prossimità non vanno male: Trapani è 25ª in Italia per la possibilità di raggiungere a piedi servizi essenziali entro 15 minuti. E le abitazioni sono mediamente più spaziose rispetto a molte altre realtà italiane, tanto da collocare la provincia al 24° posto nazionale.
Insomma, non manca il tessuto familiare. Non manca neppure la voglia di fare figli.
Quello che manca sono i servizi.
Il grande buco degli asili nido
La prima grande criticità riguarda la prima infanzia.
Trapani è 98ª in Italia per copertura degli asili nido. I posti disponibili coprono appena il 17% dei bambini tra 0 e 2 anni, contro una media nazionale del 33,6%.
Peggio ancora il dato sui bambini che usufruiscono dei servizi comunali per l'infanzia: la provincia è 96ª con appena il 7,1%, meno della metà della media italiana.
Tradotto: per molte famiglie trovare un posto al nido continua a essere un percorso a ostacoli.
Verde pubblico e scuole: una doppia bocciatura
La parte più severa della pagella riguarda gli spazi dedicati ai bambini.
Trapani è 103ª per verde attrezzato. Nel comune capoluogo ogni bambino dispone mediamente di appena 2,3 metri quadrati di aree verdi attrezzate.
Ancora peggio il dato sui giardini scolastici: 105° posto nazionale.
Numeri che raccontano una carenza cronica di spazi pubblici dove giocare, socializzare e fare attività all'aperto.
Anche la situazione delle scuole non brilla.
La provincia è 104ª per presenza di mense scolastiche negli edifici scolastici e soltanto 81ª per disponibilità di palestre.
Il record che nessuno vorrebbe avere
C'è poi un indicatore che da solo racconta molte cose.
Trapani è ultima in Italia per il costo della mensa scolastica.
Il dato misura l'incidenza della retta sul reddito medio delle famiglie e colloca la provincia al 107° posto assoluto.
Un primato negativo che pesa soprattutto in un territorio dove stipendi e opportunità lavorative sono spesso inferiori rispetto al resto del Paese.
I ragazzi arrivano a scuola, ma imparano meno
C'è un altro capitolo che dovrebbe fare riflettere.
Trapani si colloca al 101° posto sia per competenze numeriche non adeguate sia per competenze alfabetiche non adeguate.
In altre parole, una quota significativa di studenti arriva alla fine della scuola media senza possedere competenze considerate sufficienti.
È uno degli indicatori più delicati dell'intera indagine perché riguarda direttamente la qualità dell'istruzione e le prospettive future dei ragazzi.
Sport e salute: luci e ombre
Anche lo sport non se la passa bene.
Trapani è 98ª per indice sport e bambini, che misura pratica sportiva, strutture e risultati.
Sul fronte sanitario la situazione è meno drammatica ma comunque lontana dalle migliori realtà italiane.
La provincia è 67ª per disponibilità di pediatri e 64ª per infermieri pediatrici.
L'ultimo posto che interroga la politica
Le classifiche non sono verità assolute. Dipendono dagli indicatori scelti e non possono raccontare ogni sfumatura di un territorio.
Ma quando una provincia arriva ultima in Italia, qualche domanda bisogna porsela.
La fotografia del Sole 24 Ore mostra una provincia che continua a fare figli e a fare affidamento sulla famiglia, ma che fatica a garantire servizi adeguati a chi quei figli li cresce.
Asili insufficienti, pochi spazi verdi, mense scolastiche costose, carenze educative e poche opportunità sportive compongono un quadro che va oltre la semplice statistica.
Perché il problema non è soltanto essere ultimi oggi.
Il problema è che quei bambini rappresentano il futuro di un territorio che da anni perde giovani, competenze e popolazione.
E una provincia che non riesce a investire sui più piccoli rischia di trovarsi, domani, ancora più povera di opportunità.
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