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18/06/2026 06:00:00

Favignana, il paradiso affollato. Più turisti, più soldi, ma le Egadi rischiano di perdere la loro anima?

Le Egadi hanno un problema. Che poi è lo stesso problema di molti paradisi nel Mediterraneo: tutti le vogliono.

I numeri del turismo crescono anno dopo anno. Le case vacanze aumentano. I collegamenti si moltiplicano. Le attività economiche legate all'accoglienza continuano a nascere. Eppure, proprio mentre Favignana, Levanzo e Marettimo vivono una delle stagioni più fortunate della loro storia recente, sull'arcipelago si affaccia una domanda che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata quasi un lusso: quanti turisti possono sopportare le isole?

È il tema al centro del nuovo video reportage di Tp24, che raccoglie le voci di amministratori, operatori economici e cittadini. Un confronto che racconta una comunità divisa tra la necessità di vivere di turismo e la paura di diventarne prigioniera.

 

"Bisogna mettere un limite"

 

Tra le voci più autorevoli c'è quella di Maria Guccione, storica ristoratrice e volto conosciutissimo di Favignana. La sua riflessione parte da una constatazione semplice: il turismo porta ricchezza, ma non può essere l'unica risposta.

"Un limite ai turisti bisogna metterlo", sostiene senza mezzi termini.

Per Guccione il vero problema si vede quando finiscono i mesi estivi: "In inverno ci accorgiamo di quanto sia fragile questa economia. L'isola si svuota, molte attività chiudono e tanti servizi scompaiono".

La trasformazione economica degli ultimi decenni, secondo la ristoratrice, ha modificato profondamente il tessuto sociale dell'isola. "A Favignana non ci sono più fabbri, non ci sono più carpentieri. Ormai sono tutti albergatori".

Una battuta che racconta una realtà molto concreta: intere professioni tradizionali sono state progressivamente sostituite da attività legate all'accoglienza turistica.

Le case vacanze e l'identità perduta

 

Il tema più delicato riguarda però la trasformazione immobiliare. Secondo Guccione, una parte crescente dell'economia turistica non è più nelle mani dei favignanesi.

Molte abitazioni vengono acquistate da investitori esterni, spesso provenienti dalla provincia di Trapani, e trasformate in strutture ricettive. "Molti non hanno alcun legame con l'isola", osserva.

Il risultato, secondo questa lettura, è che Favignana rischia di trasformarsi in un enorme villaggio turistico, sempre più efficiente nell'accogliere visitatori ma sempre meno capace di conservare la propria identità.

Una preoccupazione che riguarda anche Levanzo e Marettimo, dove la pressione turistica si manifesta soprattutto in mare.

 

Le cale affollate e l'Area Marina Protetta sotto pressione

 

Il mare delle Egadi è uno dei più belli del Mediterraneo. Ed è proprio questo il problema. Ogni estate decine e decine di imbarcazioni si concentrano nelle stesse cale, negli stessi specchi d'acqua, negli stessi angoli di paradiso.

Secondo molti residenti, le regole dell'Area Marina Protetta vengono spesso ignorate.

Ancoraggi abusivi, accessi non consentiti e affollamento eccessivo rischiano di compromettere un patrimonio naturale che rappresenta la principale ricchezza delle isole. Ed è proprio sulla tutela dell'ambiente che si gioca una delle partite più importanti del futuro delle Egadi.

 

L'opposizione: "L'Area Marina Protetta è senza guida"

 

Proprio sulla gestione dell'Area Marina Protetta si concentra una delle critiche più dure mosse dall'opposizione. Il gruppo consiliare "Egadi Meravigliose - Sammartano Sindaco" denuncia che l'AMP, la più grande d'Europa, sarebbe di fatto priva di un direttore titolare da oltre un anno, con incarichi temporanei affidati a funzionari comunali o a dirigenti provenienti da altre aree marine protette.

Francesco Sammartano solleva inoltre interrogativi sul modello gestionale adottato negli ultimi anni, evidenziando il ruolo della cooperativa che fornisce il supporto tecnico-operativo all'AMP e che, secondo l'opposizione, percepirebbe dal Comune circa 500 mila euro l'anno. Nel mirino finiscono anche i risultati dell'attività di vigilanza. "Solo quindici sanzioni nel 2025", osserva polemicamente Sammartano, che considera insufficiente il livello dei controlli in un territorio sottoposto a una crescente pressione turistica.

L'esponente della minoranza critica inoltre il nuovo disciplinare dell'Area Marina Protetta, sostenendo che le nuove zone di tutela introdotte non sarebbero accompagnate da adeguate misure di controllo e che alcune categorie, come i pescatori locali, continuerebbero a non essere adeguatamente coinvolte nelle politiche di tutela ambientale. "Qual è il futuro dell'Area Marina Protetta? Quali progetti ci sono per le coste e per il mare delle Egadi?", chiede Sammartano, sollecitando una maggiore trasparenza nella gestione di uno degli strumenti più importanti per la conservazione dell'arcipelago.

 

 

"L'isola è viva anche d'inverno"

 

Non tutti, però, condividono una visione pessimistica.

Michele Rallo, già responsabile di Legambiente a Favignana e oggi osservatore privilegiato dell'economia locale grazie al suo lavoro nel settore bancario, invita a guardare anche l'altra faccia della medaglia.

Secondo Rallo il turismo ha consentito il ritorno di investimenti e nuove opportunità.

"Molte aziende sono nate negli ultimi anni. E non soltanto grazie a investitori esterni. Ci sono tanti favignanesi che stanno tornando a investire sull'isola".

Un segnale importante, secondo lui, arriva anche dalla scuola.

"Se guardiamo il numero degli alunni, vediamo che l'isola è viva anche durante l'inverno. Ci sono centinaia di studenti e questo significa che ci sono famiglie che restano e che continuano a vivere qui tutto l'anno".

Insomma, per Rallo il rischio non è tanto il turismo in sé, quanto la mancanza di una gestione equilibrata della crescita.

Pagoto: "La soluzione è programmare"

 

Anche il sindaco Giuseppe Pagoto rifiuta la contrapposizione tra turismo e tutela del territorio. "La soluzione è programmare, destagionalizzare e migliorare la qualità dei servizi", spiega a Tp24.

Il primo cittadino evidenzia però una contraddizione che emerge spesso nel dibattito pubblico. "Gli stessi che si lamentano per i troppi turisti sono spesso gli stessi che chiedono collegamenti straordinari nei ponti festivi per fare arrivare più visitatori". È il paradosso di un'economia che dipende dal turismo ma che, allo stesso tempo, teme gli effetti del suo successo.

Più controlli per proteggere il mare delle Egadi

 

Uno dei fronti più delicati, dicevamo, resta quello dell'Area Marina Protetta delle Egadi, la più grande d'Europa, chiamata ogni estate a gestire migliaia di imbarcazioni e una pressione crescente sulle coste e sui fondali.

Per il sindaco Giuseppe Pagoto la tutela ambientale passa innanzitutto da un rafforzamento dei controlli. Su richiesta dell'amministrazione comunale, infatti, la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera ha deciso di dislocare a Favignana una pilotina con relativo equipaggio per tutta la stagione estiva, che si aggiungerà ai mezzi già normalmente operativi nell'arcipelago.

"Più mezzi, più personale, più sicurezza per la nostra Area Marina Protetta", sottolinea Pagoto. "Questo significherà controlli più efficaci, tutela della biodiversità e salvaguardia del mare".

Il nuovo assetto consentirà di affiancare ai tradizionali mezzi della Guardia Costiera - che prevedevano un gommone a Favignana e uno a Marettimo - una presenza ancora più capillare nelle aree più sensibili dell'arcipelago.

A questi controlli si aggiungeranno quelli già svolti da Guardia di Finanza e Carabinieri, in un'estate che si preannuncia particolarmente intensa sul fronte turistico.

Un'altra novità riguarda il sistema di delimitazione delle aree protette. Le boe che segnalano le zone soggette a particolari vincoli ambientali passeranno dalle attuali 36 a circa 180. L'obiettivo è rendere più chiari i limiti di navigazione e di ancoraggio, riducendo le violazioni e proteggendo meglio habitat e fondali.

Per Pagoto, la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: conciliare la crescita dei flussi turistici con la conservazione di un patrimonio naturale che rappresenta la principale ricchezza delle Egadi. "Ringrazio la Capitaneria di Porto - Guardia Costiera per l'attenzione e per questo impegno concreto verso le nostre isole", conclude il sindaco.

 

 

La corsa alle concessioni e il rischio speculazione

 

L'altra grande preoccupazione riguarda il territorio.

Case vacanze, nuove attività, concessioni demaniali e pratiche edilizie stanno modificando rapidamente il volto delle isole.

Secondo Michele Rallo, una parte del fenomeno è favorita dall'attuale normativa regionale.

Pagoto, invece, punta il dito contro il sistema del silenzio-assenso che negli ultimi anni ha accelerato enormemente i procedimenti amministrativi: "Per anni si è chiesto di sbloccare tutto in nome dell'efficienza. Oggi ne vediamo le conseguenze".

Per il sindaco, nei territori fragili come le Egadi servirebbe addirittura una revisione del sistema: "La nostra proposta è tornare, almeno per queste realtà, al silenzio-dissenso. Gli enti locali devono poter esercitare un controllo reale su ciò che accade sul territorio".

 

Il futuro delle Egadi

 

La questione, in fondo, è tutta qui. Le Egadi non stanno discutendo se avere o meno turisti. Hanno già scelto da tempo la loro vocazione.

La domanda è un'altra: fino a che punto possono crescere senza smettere di essere se stesse?

Perché il rischio dell'overtourism non è soltanto ambientale. È culturale, sociale ed economico. È il rischio che un luogo finisca per assomigliare sempre più all'immagine che vende di sé e sempre meno alla comunità che lo abita.

Favignana, Levanzo e Marettimo si trovano oggi esattamente su questo crinale. Da una parte la prosperità portata dal turismo. Dall'altra la necessità di difendere ciò che rende queste isole uniche.

La sfida del futuro sarà riuscire a tenere insieme entrambe le cose. Sapendo che perdere l'equilibrio, in un arcipelago così piccolo e fragile, potrebbe essere molto più facile di quanto sembri.