Nove persone sono finite sotto osservazione medica nel Palermitano dopo aver accusato sintomi compatibili con un’intossicazione alimentare. Tutte avrebbero consumato pesce acquistato da venditori ambulanti attivi tra Bagheria e Casteldaccia.
I pazienti si sono presentati alla guardia medica e al presidio territoriale di emergenza di Bagheria con sintomi simili: nausea, vomito, reazioni cutanee e accelerazione del battito cardiaco.
Secondo quanto ricostruito, tutti avrebbero riferito di aver mangiato alalunga nelle ore precedenti alla comparsa dei disturbi. È questo l’elemento che ha indirizzato i primi accertamenti verso il prodotto ittico consumato.
Sul caso sono al lavoro i carabinieri e il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp, che stanno cercando di ricostruire la provenienza del pesce e la filiera di vendita.
Gli accertamenti serviranno a chiarire se il prodotto sia stato conservato correttamente e se la vendita sia avvenuta nel rispetto delle norme sanitarie.
L’episodio riporta l’attenzione sui rischi legati all’acquisto di pesce da canali non sempre tracciabili, soprattutto nei mesi estivi, quando le alte temperature possono rendere più delicata la conservazione degli alimenti.