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20/06/2026 06:00:00

Un video svela il vero sito archeologico di Selinunte...

È stato ritrovato un altro reperto storico di Selinunte. Stavolta però non ci arriva dal V secolo a.C. ma è, piuttosto, la testimonianza di un passato più recente, quello dei primi anni duemila.

Il reperto in questione è questo sito web. Ed è alla terza posizione di Google, digitando «Selinunte» nella barra di ricerca. Dopo Wikipedia e una sezione del sito della Regione.

 

«Benvenuti nel sito di Selinunte»

Aprendo il link ci troviamo di fronte a una pagina web dal gusto retrò. Una pagina che (ce lo dice il codice sorgente) è stata costruita con Microsoft FrontPage, un software che Microsoft ha abbandonato nel 2003.

Il sito web del resto è datato attorno a quel periodo: un’analisi del dominio ci dice che il primo lancio è avvenuto nel 2002. Sarà pure per questo che la struttura delle pagine web è quella tipica dell’internet delle origini.

Il titolo («Selinunte on line») proietta un’ombra sullo spazio bianco. La foto del tempio di Hera è ritagliata in un ovale dai bordi sfumati, e ricorda le foto dei defunti nelle aree storiche dei cimiteri. E poi ci sono le gif animate, i «file multimediali flash» e un menu, blu e giallo, che è in realtà una grossa tabella HTML.

 

Il video condiviso su TikTok

Non sappiamo chi sia il proprietario del sito. Facendo una ricerca, il nome di chi ha registrato il dominio risulta oscurato per privacy. Ma chiunque ci sia dietro noterà – se ha modo di farlo, tramite sistemi di tracciamento – un improvviso aumento di traffico sulla pagina web.

Il sito infatti, selinunte[.]net, è finito al centro di un video di un imprenditore padovano che – racconta – spinto dalla curiosità di sapere quanto sono alte le colonne di Selinunte, è capitato proprio lì. Il video è stato pubblicato su TikTok e include una panoramica completa di questo spazio web così vintage.

L’immagine immobile, l’immagine antica

Selinunte, negli ultimi anni, sembra aver seguito le tappe di una traiettoria ben precisa. Basti pensare al biglietto di ingresso del Parco Archeologico, passato da 5 a 17 euro nel giro di cinque anni, con un aumento di quasi il 250%. Oppure agli eventi esclusivi: qualcuno ricorderà forse il Maravigghia Festival che l’anno scorso offriva pacchetti experience di tre giorni al costo di quasi 300 euro.

Si lavora, insomma, per rendere Selinunte un prodotto premium. Esclusivo, costoso, desiderabile.

L’idea di base, tra i cultori di questo approccio, è che una simile strategia di marketing possa attirare «turisti con i soldi», che attirerebbero a loro volta sviluppo economico, e quindi un livello di innovazione degno di una cittadina dell’Unione Europea.

 

L’immagine digitale del Parco Archeologico, però, resta questa che vediamo online. Un sito web del 2002 che funziona, agli occhi di chiunque arrivi da fuori, come biglietto da visita di questo fantomatico «parco archeologico più grande d'Europa». 

Ed è un’immagine che aderisce perfettamente alla realtà. Un’immagine che dice qualcosa – non soltanto sul sito web, ma su tutto il resto. E parla di sciatteria, mancanza di gusto, di immobilismo totale. Persino online.

Forse qualcuno proverà a vendere l’immobilismo di questa parte di Europa come rappresentazione di un mondo autentico. La verità è che soltanto il segno di una irrisolvibile miopia verso il futuro. E un sito web del 2002, ancora al terzo posto su Google nel 2026, lo dimostra meglio di qualsiasi altra analisi.

 

Ma il sito è in continuo aggiornamento

La parte migliore di questa storia è che il sito in questione è l’unico, attualmente, su cui è possibile consultare un elenco ordinato e aggiornato degli eventi del Parco Archeologico e delle zone limitrofe.

Chi vuole sapere cosa succede a Selinunte, quindi, ha una pagina da consultare.

È una pagina che produce un effetto in stile macchina del tempo, ma tutto sommato fa il suo lavoro. I reperti di Selinunte continuano a riempirci di meraviglia.

 

 

Daria Costanzo