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20/06/2026 02:00:00

Il ventennio di Camillo Ruini: il “Richelieu italiano” della Chiesa cattolica

Il ventennio del cardinale Camillo Ruini, definito magistralmente il Richelieu italiano. Il porporato deceduto il 16 giugno è stato vicario generale di sua santità per la diocesi di Roma,segretario generale dal 1986 della Conferenza Episcopale Italiana -CEI- ,e dal 1991 al 2018 presidente, diventando la figura di massimo vertice e l'indiscusso leader politico-culturale della Chiesa cattolica in Italia. Uomo di fiducia di Wojtyła e, successivamente, di Ratizinger, ma non di Bergoglio, confermatato dallo stesso in un'intervista: " Non ho avuto con Papa Francesco un rapporto analogo a quello che avevo con i due Pontefici precedenti, non c’era con lui la consonanza spontanea che mi legava a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI". 

 

La fede religiosa fu strumento identitario e il suo "ministero politico" riferimento dell'episcopato conservatore,e questa risposta lo confermò,sempre nella stessa conversazione: "Non sono mai stato un progressista. Semmai, se vogliamo usare queste categorie, un conservatore".Ruini fu sostenitore dei "principi non negoziabili", in opposizione al "relativismo contemporaneo", sulla bioetica, la famiglia tradizionale, e la difesa della vita dal concepimento. Infatti fu promotore dell'astensionismo nel referendum sulla fecondazione assistita del 2005, contrario ai DICO DIritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi, organizzò nel 2007 il family day che vide tra i partecipanti Berlusconi, Fini e Casini, tutti rigorosamente e felicemente divorziati. Due vicende, molto dolorose,hanno evidenziato il pensiero di Ruini sulla vita,per il quale era un dono irrinunciabile, che lo Stato e la comunità hanno il dovere di proteggere. Per questa ragione negò l'esequie religiose a Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare che aveva chiesto la sospensione di quello che considerava accanimento terapeutico. 

 

Fu irremovibile la sua posizione: non si può rivendicare l’appartenenza al cattolicesimo e l’autonomia assoluta nel decidere sulla propria vita.L'altro riguardó il dramma di Eluana Englaro, arrivando a definire la sospensione di alimentazione e idratazione come un "omicidio", un atto che infligge la morte "in maniera terribile" a una persona indifesa. Non si trattava, nelle sue parole, di una disputa astratta, ma della difesa di chi non può più farlo.Da eminenza luminosa del cattolicesimo sostenne la necessità di una presenza culturale dei cattolici nella vita pubblica, comprese il declino della Democrazia Cristiana, e dopo l'avvento di Silvio Berlusconi in politica la sua vicinanza all'ex presidente del Consiglio divenne solare, al quale evendimente perdonò i peccati capitali di superbia e lussuria, e naturalmente d'ingordigia. Ruini senza dubbio il Richelieu italiano al servizio, fattivamente, dei monarca con il talare bianco di suo gradimento, primo fra tutti l'anticomunista, come lui, Karol Józef Wojtyła.

 

Vittorio Alfieri