×
 
 
22/06/2026 12:49:00

Le residenze d'arte al centro di un incontro a Gibellina Capitale 2026

Domenica 28 giugno, alle 19, la Chiesa di Santa Caterina a Gibellina Vecchia ospita «Le residenze d'arte nell'anno della Capitale», un incontro che riunisce artisti, curatori e studiosi per discutere del ruolo delle residenze artistiche nel percorso di Gibellina, Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026.

Le residenze come strumento culturale

Al centro del confronto c'è uno degli strumenti più diffusi della produzione culturale contemporanea: la residenza d'artista, intesa non solo come occasione di lavoro e creazione, ma come spazio di ricerca e di incontro tra chi crea, chi abita un luogo e il paesaggio che lo definisce.

È un tema che a Gibellina ha radici precise. La città è nata una seconda volta dopo il terremoto del Belìce del 1968, quando Ludovico Corrao immaginò di ricostruirla chiamando gli artisti a lasciarvi un segno. Le residenze si inseriscono in quella stessa idea di fondo: l'arte come pratica che attraversa il territorio e ne ridisegna l'identità.

Chi interviene

L'incontro è moderato da Andrea Giuseppe Cerra e si apre con i saluti istituzionali. A confrontarsi sul tema sono chiamate diverse figure del panorama artistico e culturale: gli artisti Andrea Cusumano, Francesco De Grandi, Flavio Favelli, Lucia Veronesi e Giuseppe Maiorana, e i curatori e studiosi Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta, direttore della Fondazione Orestiadi.

Attraverso progetti, esperienze e testimonianze dirette, gli ospiti porteranno il loro punto di vista sulle potenzialità delle residenze come occasioni di crescita e di dialogo tra le pratiche artistiche e i contesti locali in cui si inseriscono.

Un tassello del programma 2026

L'appuntamento fa parte del programma di Gibellina 2026, che nel corso dell'anno moltiplica gli appuntamenti di riflessione sui linguaggi dell'arte contemporanea e sul loro rapporto con i luoghi. Il filo conduttore resta quello tracciato da Corrao: leggere l'arte non come esperienza separata, ma come elemento che lega produzione artistica, memoria dei luoghi e partecipazione della comunità.

La sede stessa dell'incontro lo conferma. La Chiesa di Santa Caterina, a Gibellina Vecchia, è oggi parte del Museo Santa Caterina al Cretto, nel paesaggio dell'opera di Alberto Burri: un luogo che tiene insieme la memoria della città distrutta e la sua trasformazione attraverso l'arte.