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22/06/2026 06:00:00

Salemi. Non c'è pace con gli asili nido. Rigettate le domande per il bonus: la coop non avrebbe il ‘titolo abilitativo’ 
 

La gestione degli asili nido pubblici non trova pace a Salemi.

Stranamente, ma, a ben pensare non tanto, l’argomento e’ sempre stato un tema caldo, fin dalla loro istituzione, ai tempi del primo Venuti.

Una istituzione, quella degli asili, che sembrano essere stati sfiorati dalla proverbiale iettatura di cui era portatore il famoso Conte di Mazara, mirabilmente raccontato dal francese Dumas padre. 

 

Gia’ fin dall’inizio dell’anno scolastico in corso ne abbiamo raccontato il come e il perche del ritardo della loro apertura che potete leggere qui.

Confermando l’antica espressione “cosa fatta, capo ha” , anche la fine dell’anno scolastico sta avendo un epilogo non proprio esaltante. 

Il problema e’ affiorato in questi giorni, dopo la segnalazione di alcuni genitori, riguardante il mancato pagamento del “Bonus Asilo Nido”. 

Si tratta di un sostegno economico elargito in favore delle famiglie che hanno bambini di età inferiore ai tre anni.  Viene erogato dalla previdenza sociale allo scopo di alleviare in parte i costi di frequenza che i genitori debbono sostenere per la frequenza ei loro bambini presso le strutture di accoglienza per la prima infanzia. 

Il contributo, non e’ una novità.  Viene regolamentato da una vecchia legge del 2016. Un dispositivo consolidato nel tempo che non dovrebbe, quindi, creare difficoltà di interpretazione e di applicazione. 

 

E invece, no. Ancora una volta stiamo qui a raccontare un’ennesima disfunzione amministrativa dal sapore tutto siculo.

Anche in questo caso, nostro malgrado, dobbiamo registrare un “imprevisto” a tutto svantaggio degli utenti e mai di lor signori!

Ancora una volta a farne le spese e’ il cittadino,  l’anello debole di un percorso in cui a farla da padrone  e’ sempre la cattiva politica, che si nasconde dietro presunti  e  inesistenti alibi burocratici e improbabili convegni sull’IA, in una terra in cui a mancare sono i servizi vitali come ad esempio l’erogazione civile dell’acqua potabile!

Nel nostro caso, e’ successo che le famiglie dei bambini hanno presentato la domanda per ottenere la concessione del “Bonus Asilo Nido”.  Ma si sono visti rispondere dal l’INPS di Castelvetrano con un netto “no”.


 

Per colpa dei richiedenti? Niente affatto!


 

Nella motivazione del rigetto, l’INPS scrive:


 

“La Cooperativa Sociale “Amanthea” che gestisce il servizio per conto del Comune di Salemi non dispone del titolo abilitativo necessario per il riconoscimento del

contributo asilo nido”. 


 

A questo punto occorre fare un passo indietro di alcuni mesi e ritornare all’inizio dell’anno scolastico quando abbiamo raccontato, se ricordate, i motivi del ritardo dell’apertura degli asili.

Vi fu un contenzioso per l’aggiudicazione del’appalto, ricorsi e controricorsi. 

Alla cui conclusione, il servizio degli asili nido comunali venne affidato alla cooperativa, dal nome vagamente ellenizzante, “Amanthea,  con sede a Caccamo, un paesino dell’entroterra palermitano.  

Ora, alla fine dell’anno scolastico, sembra essere spuntato un altro problema.


 

Un intoppo sull’applicazione della legge sul bonus, che dopo tanti anni dalla sua entrata in vigore dovrebbe trattarsi di un atto meramente formale e che tutto dovesse filare liscio come l’olio. 


 

Le famiglie che hanno avuto rigettata la domanda per ottenere il contributo, pero’, non intendono rinunciarvi.  Sebbene di modesta entità, la sovvenzione aiuta ad alleggerire l’onere del bilancio familiare, gia’ falcidiato dal galoppante rincaro del costo della via, nonostante la propaganda ufficiale sostenga il contrario. 


 

Dalla motivazione del rigetto, appare chiaro che non si tratta di una mancanza di requisiti da parte dei familiari richiedenti.


 

Si tratterebbe di accertare a questo punto se il titolo abilitativo richiesto dall’INPS risulti effettivamente mancante oppure se tale documento, per un banale errore burocratico, non sia stato trasmesso correttamente all’Istituto previdenziale.


 

A chiederselo e’ la consigliera di minoranza Giuseppina Spagnolo, responsabile del Gruppo “Scrusciu”.


 

Ancora una volta, interpretando correttamente il ruolo rivestito, che vale la pena sottolineare, non e’ di esclusiva competenza di chi siede tra i banchi dell’opposizione, ma di tutti i componenti del Consiglio comunale, la Spagnolo ha presentato al Sindaco e alla Giunta un’interrogazione abbastanza dettagliata sull’argomento.


 

Chiedendo per prima cosa  di verificare “con urgenza la situazione autorizzativa della Cooperativa Sociale Amanthea, accertando se il titolo abilitativo richiesto dall’INPS risulti effettivamente mancante o non trasmesso correttamente all’Istituto.

E di acquisire ogni documentazione utile presso l’INPS e il soggetto gestore al

fine di chiarire le ragioni del diniego e le responsabilità della situazione”.


 

Non solo. Ma di accertare anche il numero delle famiglie iscritte al nido comunale che hanno ricevuto analogo rigetto della richiesta per l’attuale anno scolastico. Per consentire eventualmente di attivarsi con urgenza nei confronti di Amanthea e dell’INPS al fine di sanare la situazione e consentire, ove ne sussistano i presupposti, il riconoscimento retroattivo del beneficio previsto dalla legge. 


 

Franco Ciro Lo Re