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22/06/2026 06:00:00

L'estate di Tre Fontane. Il Monnalisa che riparte dopo l'incendio e l'attentato all'Insonnia

L’estate di Tre Fontane, piccola ma popolatissima frazione balneare di Campobello di Mazara, è cominciata con due gravi episodi che hanno scosso residenti, villeggianti e operatori economici. Prima l’incendio che ha devastato il Lido Monnalisa, simbolo delle estati sulla costa belicina. Poi l’attentato incendiario all’Insonnia, il discopub che anima le notti della borgata. Due incendi, due storie diverse, ma un’unica comunità colpita, tra rabbia, solidarietà e voglia di ripartire.

 

Il Monnalisa, il fuoco e la ripartenza

Il primo incendio è quello che ha colpito il Monnalisa Beach. Era il pomeriggio di  lunedì primo giugno. Il lido era pienamente operativo quando un corto circuito nell’area cucina avrebbe innescato le fiamme.

Il fuoco si è propagato rapidamente, alimentato dai materiali presenti nella struttura. Una colonna di fumo nero si è alzata sulla spiaggia ed è stata visibile da chilometri di distanza. Residenti, villeggianti e bagnanti hanno seguito con apprensione le operazioni di soccorso.

Sul posto sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco, arrivate dai distaccamenti di Castelvetrano, Mazara del Vallo e Marsala. Presenti anche carabinieri, forze dell’ordine e Protezione civile.

 

Le operazioni sono state particolarmente delicate per la presenza di bombole di gas nella zona cucina. Tre vigili del fuoco sono rimasti ustionati mentre cercavano di mettere in sicurezza alcune bombole e allontanarle dalla struttura.

Il bilancio per il lido è stato pesantissimo: danni ingenti, strutture annerite, lamiere contorte, anni di lavoro cancellati in poche ore.

La reazione della famiglia Cudia

Dopo lo sgomento iniziale, la famiglia Cudia, titolare del Monnalisa, ha scelto di reagire subito. I lavori di ripristino sono partiti nei giorni successivi all’incendio, prima con la messa in sicurezza delle aree colpite, poi con il recupero delle parti danneggiate.

Il cantiere è ancora aperto e procede a pieno ritmo. Operai e tecnici lavorano per consentire la riapertura dello stabilimento nelle prossime settimane, in tempo per salvare almeno parte della stagione estiva.

La ripartenza del Monnalisa non è soltanto la riapertura di un’attività commerciale. Per Tre Fontane significa provare a rimettere in piedi un luogo simbolo, uno spazio che da oltre quarant’anni, pur con nomi e gestioni diverse, accompagna le estati della borgata marinara.

Il sindaco di Campobello di Mazara, Daniele Mangiaracina, dopo il rogo aveva parlato di “un colpo durissimo” per la comunità, esprimendo vicinanza ai titolari, ai lavoratori e a tutte le persone che avevano contribuito a rendere il lido un punto di riferimento per residenti e visitatori.

L’Insonnia nel mirino

Nel fine settimana, un’altra notte di paura. Questa volta nel mirino è finito l’Insonnia, locale di Tre Fontane molto frequentato durante l’estate. La dinamica è stata diversa e l'incendio è stato fermato in tempo.

Secondo quanto ricostruito, ad alcuni giovani sarebbe stato negato l’ingresso nel locale. Poche ore dopo, intorno alle cinque del mattino, sarebbero tornati davanti all’attività e avrebbero appiccato il fuoco all’ingresso.

Le fiamme sono state spente rapidamente, prima che potessero provocare danni più gravi. Decisivo l’intervento dello staff della Boutique del Panino, attività vicina al locale, che si è subito attivato per contenere il rogo.

Fondamentali anche le immagini del sistema di videosorveglianza, che avrebbero consentito alle forze dell’ordine di individuare in breve tempo i responsabili.  Sarebbero tre persone individuate grazie alle telecamere presenti sul territorio.

“Tre Fontane è terra di persone perbene”

I gestori dell’Insonnia hanno affidato ai social un messaggio di ringraziamento e fermezza. Hanno ringraziato lo staff della Boutique del Panino, l’Arma dei Carabinieri, le forze dell’ordine, il sindaco e l’amministrazione comunale.

“Da sempre crediamo nei valori della legalità, del rispetto delle regole e del lavoro onesto. Continueremo a svolgere il nostro lavoro con trasparenza, sacrificio e dedizione, senza lasciarci intimidire da comportamenti che nulla hanno a che fare con la nostra comunità”, hanno scritto.

Poi il passaggio più forte: “Tre Fontane è una terra di persone perbene, di lavoratori e di famiglie che ogni giorno contribuiscono con impegno alla crescita del territorio. Non c’è spazio per chi pensa di imporsi con minacce, prepotenza o atti intimidatori”.

Nonostante l’attentato, il locale ha deciso di riaprire regolarmente già la sera successiva. Una risposta simbolica, ma concreta: continuare a lavorare.

 

Due incendi, due storie diverse

Il Monnalisa e l’Insonnia raccontano due vicende profondamente diverse. Nel primo caso, un incendio legato a cause accidentali, con danni enormi e una corsa contro il tempo per riaprire. Nel secondo, un gesto intimidatorio, nato da una presunta vendetta dopo un ingresso negato.

Ma per Tre Fontane il risultato emotivo è stato simile: sgomento, rabbia, solidarietà. Prima per una struttura storica devastata dal fuoco, poi per un locale colpito da un atto che ha indignato la comunità.

In entrambi i casi è arrivata una risposta di lavoro e resistenza. Il Monnalisa prova a rinascere dalle macerie. L’Insonnia ha riaperto subito, rivendicando legalità e lavoro pulito.