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23/06/2026 14:37:00

Reddito di cittadinanza: oltre tremila persone percepiscono indebitamente 43milioni di euro

Oltre 3.300 percettori del Reddito di cittadinanza sono risultati privi dei requisiti necessari per accedere al beneficio, con un'indebita percezione accertata che supera i 43 milioni di euro. È il risultato dell'attività di analisi e controllo svolta dall'INPS in collaborazione con la Guardia di Finanza nell'ambito di uno specifico protocollo d'intesa finalizzato al contrasto delle frodi in materia di prestazioni assistenziali e previdenziali.

Le verifiche, avviate e sviluppate nel corso degli ultimi mesi, hanno riguardato principalmente due categorie considerate a rischio: soggetti che avevano omesso di dichiarare situazioni incompatibili con il beneficio, come lo stato di detenzione o condanne per reati ostativi, e beneficiari titolari di partite IVA o di cariche societarie non correttamente comunicate.

 

Controlli su detenuti e condannati

Un primo filone investigativo ha interessato le domande presentate tra il 2019 e il 2021 da persone che non avevano dichiarato la propria condizione detentiva o precedenti penali incompatibili con la normativa sul Reddito di cittadinanza.

Grazie allo scambio di informazioni tra INPS e Ministero della Giustizia sono state individuate oltre 5.700 posizioni sospette. Dopo ulteriori approfondimenti effettuati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, 4.374 casi sono stati segnalati ai reparti territoriali del Corpo.

Le verifiche finora concluse hanno evidenziato un tasso di irregolarità superiore all'82%, con un danno economico stimato in oltre 8,7 milioni di euro.

 

Sotto la lente partite IVA e cariche societarie

Un secondo fronte di indagine ha riguardato i percettori del sussidio titolari di imprese, partite IVA o incarichi societari, sia nel settore artigiano e commerciale sia in aziende con dipendenti.

I controlli effettuati dalla Guardia di Finanza sulle segnalazioni trasmesse dall'INPS hanno già consentito di accertare oltre 2.600 irregolarità, riconducibili principalmente all'omessa comunicazione dell'apertura di una partita IVA o dell'assunzione di cariche societarie.

Le somme percepite senza averne diritto in questo ambito superano i 36 milioni di euro.

 

Revoche e recupero delle somme

Per tutti i soggetti risultati irregolari sono state avviate le procedure di revoca del beneficio e di recupero delle somme indebitamente percepite. Nei casi in cui siano emersi profili di rilevanza penale, è stata inoltre disposta la segnalazione all'Autorità giudiziaria competente.

Secondo INPS e Guardia di Finanza, i risultati ottenuti confermano l'efficacia della collaborazione istituzionale basata sull'integrazione delle banche dati, sull'analisi preventiva del rischio e sul costante scambio di informazioni tra le amministrazioni coinvolte.

L'obiettivo resta quello di garantire che le risorse pubbliche destinate al welfare raggiungano esclusivamente i cittadini che ne hanno effettivamente diritto, contrastando ogni forma di abuso e tutelando l'equità del sistema di assistenza sociale.