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23/06/2026 21:46:00

Al CNR di Mazara il convegno su pesca sostenibile e ecosistemi marini

Mazara del Vallo si conferma capitale della ricerca applicata alla pesca e all’economia del mare. Nella sede del CNR IRBIM si è svolto il convegno internazionale “Pesca sostenibile e resilienza degli ecosistemi marini. Tecnologie innovative e approccio ecosistemico alla pesca: il caso del gambero rosso”, appuntamento che ha riunito scienziati, istituzioni, rappresentanti del comparto ittico e partner europei per discutere delle sfide e delle opportunità del Mediterraneo.

L'iniziativa rientra nel progetto europeo Horizon Europe Sea4Future e ha rappresentato un momento di confronto tra ricerca scientifica, governance e mondo produttivo, con l'obiettivo di individuare strategie condivise per garantire la sostenibilità delle risorse marine e il futuro delle comunità costiere.

 

Un confronto internazionale

Al meeting hanno partecipato rappresentanti del CNR IRBIM, dell'Università di Alicante, dell'Ecologic Institute tedesco, di Ethic Ocean in Francia, del DTU Aqua danese, oltre a Nisea e all'Università di Roma Tor Vergata. Presenti anche esponenti delle istituzioni e del settore della pesca.

Tra gli interventi più attesi quello di Vito Clemenze, delegato del ministro per il Mare Nello Musumeci, che ha sottolineato il sostegno del Governo alla ricerca scientifica e al ruolo strategico svolto dal CNR per lo sviluppo dell'economia del mare. Al dibattito hanno preso parte anche l'eurodeputato Marco Falcone, il dirigente regionale Leonardo Catagnano, Francesco Foraci per il Distretto della Pesca e Santino Adamo per Federpesca.

Il caso del gambero rosso

Al centro della tavola rotonda la gestione degli stock ittici condivisi nel Mediterraneo, con particolare attenzione al gambero rosso, una delle specie simbolo della marineria mazarese.

Dall'analisi presentata durante il convegno emerge un quadro articolato: molte specie presenti nello Stretto di Sicilia mostrano condizioni complessivamente sostenibili, mentre il gambero rosso continua a essere una risorsa delicata, esposta agli effetti del sovrasfruttamento, dell'aumento dei costi energetici e delle tensioni geopolitiche che incidono sull'attività della flotta.

Scienza e marineria insieme

Uno dei temi più condivisi durante i lavori è stato il valore dell'integrazione tra conoscenza scientifica e sapere dei pescatori. I ricercatori hanno evidenziato l'importanza di strumenti innovativi come il monitoraggio attraverso il DNA ambientale, la pianificazione spaziale marittima e l'utilizzo di tecnologie più selettive per la pesca.

Parallelamente è stato riconosciuto il contributo fondamentale della marineria, che grazie all'esperienza maturata in mare rappresenta una fonte preziosa di informazioni per comprendere l'evoluzione degli ecosistemi.

In questa prospettiva, i pescherecci possono diventare veri e propri "sensori del mare", capaci di contribuire alla raccolta dei dati e alla ricerca scientifica.

Mazara laboratorio del Mediterraneo

La conclusione del confronto ha rilanciato la necessità di un dialogo stabile tra scienza, istituzioni e imprese per affrontare le sfide future del Mediterraneo.

Mazara del Vallo, grazie alla presenza del CNR IRBIM e alla sua storica tradizione marinara, si conferma un punto di riferimento internazionale per la ricerca sulla pesca sostenibile. Un laboratorio naturale dove innovazione, conoscenza e vocazione territoriale si incontrano per costruire modelli di sviluppo capaci di coniugare tutela dell'ambiente e crescita economica.

Il messaggio emerso dal progetto Sea4Future è chiaro: il futuro del mare passa dalla collaborazione tra ricerca, politica e comunità costiere, affinché la sostenibilità diventi non solo un obiettivo ambientale, ma anche una concreta opportunità di sviluppo per il territorio.