È bastato l'inizio della stagione estiva per riportare alla luce un problema che, anno dopo anno, continua a ripresentarsi nella Riserva dello Stagnone di Marsala: il rispetto delle regole sembra essere diventato un optional. L'ultimo episodio arriva dalla spiaggia della "Torre" di San Teodoro. Ci risiamo, alcuni bagnanti segnalano la presenza di ombrelloni installati direttamente in acqua utilizzando addirittura una "trivella" a batteria per fissarli sul fondale.
Una scena che ha suscitato perplessità, non solo per l'impatto sul paesaggio e sull'ambiente, ma anche perché l'occupazione dello specchio d'acqua con ombrelloni e attrezzature da spiaggia non rientra tra gli usi consentiti.
Una spiaggia libera
Il tratto interessato è una spiaggia libera e non risulta assegnato ad alcun lido o concessionario.
Ma anche qualora vi fosse una concessione demaniale, la normativa non consente di trasformare il mare in un'estensione della spiaggia attraverso il posizionamento stabile di ombrelloni, lettini o altre strutture direttamente nell'acqua.
L'immagine di persone che arrivano con trapani e batterie per installare postazioni personali nel mare dello Stagnone racconta invece una realtà diversa: quella di un'area dove spesso ciascuno sembra sentirsi autorizzato a fare ciò che vuole.
Barche tra i bagnanti
Non è l'unico episodio segnalato negli ultimi giorni. Sempre nello stesso tratto di mare, infatti, alcuni cittadini hanno documentato la presenza di imbarcazioni ferme o in movimento a breve distanza dai bagnanti. Una situazione che ripropone il tema della sicurezza in mare e del rispetto delle distanze dalla costa, soprattutto in una laguna e caratterizzata da bassi fondali.
La Riserva senza regole?
Lo Stagnone è una delle aree naturalistiche più importanti della Sicilia occidentale. Una laguna protetta che ogni anno richiama migliaia di visitatori.
Proprio per questo dovrebbe essere un luogo dove le regole vengono rispettate e fatte rispettare con particolare attenzione.
E invece, già nelle prime settimane dell'estate, si moltiplicano le segnalazioni: mezzi nautici in zone sensibili, occupazioni improprie degli spazi pubblici, installazioni improvvisate e comportamenti che poco hanno a che vedere con la tutela di una riserva naturale.
Dove sono i controlli?
La domanda che molti si pongono è sempre la stessa: chi controlla?
Capitaneria di Porto, Polizia Municipale, ente gestore della Riserva e autorità competenti sono chiamati a vigilare su un territorio delicato e sottoposto a forti pressioni durante la stagione estiva.
La percezione di molti frequentatori dello Stagnone, però, è che i controlli siano insufficienti rispetto ai comportamenti che quotidianamente si registrano.
L'estate è appena iniziata, ma gli episodi delle ultime settimane mostrano già un problema evidente: senza una presenza costante sul territorio, il rischio è che nella laguna marsalese prevalga la logica del "fare come si vuole", con conseguenze per la sicurezza, la fruizione pubblica delle spiagge e la tutela di uno degli ecosistemi più preziosi della provincia di Trapani.