C'è chi la percorre ogni mattina per andare al lavoro, chi la imbocca per raggiungere Bonagia, Pizzolungo o Valderice, chi la attraversa semplicemente per tornare a casa. La Strada Provinciale 20, uno degli assi viari più trafficati del territorio, continua però a mettere alla prova automobilisti e motociclisti.
A segnalarlo alla nostra redazione è un lettore che descrive una situazione ormai diventata insostenibile.
"Non so se in questi giorni ha percorso la strada Trapani-Bonagia e viceversa. A dir poco è una schizofrenia, perché oltre alle solite, perenni buche e ai tombini sollevati o sprofondati, ci sono anche tagli trasversali dell'asfalto che mettono violentemente a repentaglio copertoni e sospensioni delle auto. Ma perché deve pagare sempre il cittadino, non solo con le tasse ma anche con la propria auto?".
Parole che fotografano una condizione ben nota da anni a chi utilizza quotidianamente la SP20. Ed anche a chi la evita, scegliendo il percorso alternativo da Valderice, proprio a causa delle cattive condizioni in cui versa.
Non si tratta soltanto delle buche, ormai presenza costante lungo diversi tratti della carreggiata. A preoccupare sono anche gli avvallamenti, i tombini fuori quota e quei tagli trasversali lasciati sull'asfalto dopo alcuni interventi, che costringono gli automobilisti a continui cambi di traiettoria o a brusche frenate per evitare danni ai veicoli.
Una situazione che, oltre a incidere sui costi di manutenzione delle automobili, rappresenta un problema di sicurezza, soprattutto nelle ore serali o per chi percorre la strada su due ruote.
Una strada ancora sotto osservazione
La SP20 è di competenza del Libero Consorzio comunale di Trapani e negli ultimi mesi è stata più volte al centro delle cronache.
Le criticità della SP20 non si limitano però alle buche segnalate dagli automobilisti.
Lo scorso febbraio il cedimento della carreggiata nella zona di San Cusumano provocò la chiusura della strada e pesanti ripercussioni sulla viabilità tra Trapani, Pizzolungo e Bonagia, costringendo migliaia di residenti a lunghi percorsi alternativi.
Dopo la riapertura a senso unico alternato sono proseguiti gli interventi di consolidamento del tratto interessato dall'erosione marina, mentre appena due settimane fa sono ripresi i lavori di ripristino del manto stradale al chilometro 6.
Resta in vigore il divieto di transito per i mezzi superiori ai 35 quintali a pieno carico. Una limitazione che pesa soprattutto sulle imprese del distretto del marmo, costrette a utilizzare percorsi alternativi lungo la Statale 187, con inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza e maggiori costi logistici.
"Comprendo e condivido le preoccupazioni degli imprenditori del settore del marmo. Al loro posto avrei le stesse preoccupazioni", ha dichiarato il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, che nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di coniugare le esigenze delle imprese con la sicurezza della viabilità.
Il presidente ha spiegato che l'obiettivo dell'ente è superare la logica degli interventi d'urgenza per arrivare a una programmazione stabile della manutenzione. "Stiamo cercando di compiere un salto di qualità, passando dalla logica dell'emergenza a quella della programmazione, con l'obiettivo di risolvere in maniera definitiva i problemi di viabilità lungo una strada strategica per residenti, pendolari, operatori economici e turisti".
Nel frattempo, il Libero Consorzio ha avviato le procedure per utilizzare un geo-scanner, uno strumento che consentirà di verificare l'eventuale presenza di ulteriori cavità sotto il piano stradale.
Un controllo ritenuto necessario perché il dissesto sarebbe collegato ai fenomeni di erosione della costa, una problematica che richiede il coinvolgimento di più enti.
"L'erosione costiera rientra nelle competenze del Comune di Erice – ha spiegato Quinci – che dovrà coordinarsi con gli altri soggetti competenti". Da qui la necessità di un intervento strutturale capace di affrontare non solo gli effetti, ma anche le cause del problema.
Ma, al di là del tratto interessato dal cedimento, resta il problema della manutenzione ordinaria dell'intera arteria, che continua a presentare criticità segnalate da residenti e pendolari.
Interpellata, la sindaca di Erice Daniela Toscano – nel cui territorio ricade una parte della SP20 – ha assicurato che si farà carico di sollecitare il Libero Consorzio affinché intervenga sulle condizioni del manto stradale.
La richiesta dei cittadini, in fondo, è semplice: poter percorrere una delle principali strade della provincia senza dover rallentare continuamente per evitare buche, proteggere pneumatici e sospensioni o sperare che, all'ennesimo sobbalzo, il conto del meccanico non diventi l'ennesima tassa da pagare.