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11/08/2026 12:00:00

Che fine ha fatto la pista ciclabile del Porto di Marsala? E' diventata un parcheggio per auto

Ma che fine ha fatto la pista ciclabile? Una parte del tratto del lungomare di Marsala, nei pressi del Porto, è diventata un parcheggio per auto. Le foto allegate a questo articolo sono chiarissime.

 

A maggio del 2024, quando iniziarono i lavori di riqualificazione dell’area, si pensava fosse stata “soppressa” soltanto momentaneamente, per consentire lo svolgimento del cantiere. Del resto, la pista era stata realizzata da poco tempo e, proprio in quel tratto, la caratteristica vernice rossa era stata passata più volte: la prima applicazione, infatti, si era scolorita dopo le prime piogge.

 

I lavori di riqualificazione, finanziati con fondi del Pnrr, hanno avuto un importo di circa due milioni di euro e sono stati progettati dagli architetti di Itinera Lab, Giovanni e Domenico Nuzzo. Il progetto comprendeva anche la riqualificazione di via Verdi.

Insomma, quando la pista ciclabile venne eliminata in quel tratto, sembrava una situazione temporanea, legata esclusivamente al cantiere.

Ma ora che i lavori stanno finalmente volgendo al termine, la sorpresa è un’altra.

Quella che sembrava una soluzione provvisoria sembra essersi trasformata in qualcosa di definitivo: la pista ciclabile, almeno in questo tratto, non c’è più ed è stata sostituita da uno spazio utilizzato per la sosta delle automobili.

E qui qualche domanda è inevitabile.

A Marsala si impiega poco a cambiare piani, progetti e persino strade. Anche quando queste opere sono state realizzate e pagate con fondi pubblici destinati a uno specifico obiettivo.

La pista ciclabile è stata finanziata con fondi europei specificamente destinati alla mobilità sostenibile. Com’è possibile, dunque, che oggi, proprio in quel tratto, venga soppressa e trasformata addirittura in un parcheggio per auto?

Quell’“addio” alla pista ciclabile che avevamo scritto su TP24 nel maggio del 2024 era volutamente tra virgolette, proprio per sottolineare il carattere provvisorio della situazione. Era il periodo del cantiere, e sembrava logico pensare che, una volta conclusi i lavori, la pista sarebbe tornata al suo posto.

E invece, a quanto pare, quell’addio rischia di essere diventato definitivo.

Ma com’è possibile?

 

Ci chiediamo soprattutto questo: i soldi pubblici, finanziati per realizzare la pista ciclabile non dovevano avere proprio quella finalità? E soprattutto: ci sarà qualcuno che controlla che le opere realizzate con determinati finanziamenti vengano poi mantenute e utilizzate per gli scopi per cui quei finanziamenti sono stati concessi?

Perché se una pista ciclabile viene realizzata con fondi pubblici destinati alla mobilità ciclabile e, dopo appena qualche anno, una sua parte viene eliminata per lasciare spazio alle auto, qualche spiegazione sarebbe doverosa.

Gli enti che hanno concesso e finanziato l’opera potrebbero, a questo punto, verificare cosa sia accaduto e se la modifica sia compatibile con il progetto finanziato. Perché, in caso contrario, la domanda diventa inevitabile: che fine fanno le risorse pubbliche investite?

 

E c’è anche un’altra questione.

La pista ciclabile di Marsala, già di suo, sia in città sia allo Stagnone, versa da tempo in condizioni tutt’altro che dignitose, soprattutto per una manutenzione che appare del tutto insufficiente.

Adesso, invece di sistemare quella esistente, se ne toglie anche un pezzo per trasformarlo in parcheggio per le automobili.

Una scelta che lascia più di qualche perplessità.