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26/06/2026 16:47:00

Terremoto in Venezuela, muore il siciliano Giuseppe Colaianni: prima del crollo salva la moglie

Si chiamava Giuseppe Colaianni, aveva 55 anni ed era originario di Calascibetta, in provincia di Enna. È lui la prima vittima italo-venezuelana del violento terremoto che ha colpito il Venezuela. L'uomo ha perso la vita nei pressi di Caracas dopo essere riuscito a mettere in salvo la moglie durante la prima scossa, rimanendo poi travolto dal crollo dell'edificio.

 

Da molti anni viveva in Venezuela, dove aveva costruito la sua vita e la sua famiglia insieme alla moglie venezuelana. I due avevano avuto due figli: Antonella, 22 anni, studentessa di Lingue in Francia, ed Egidio, 27 anni, ingegnere chimico che lavora a Firenze.

 

L'ultima videochiamata con la figlia

La tragedia è stata raccontata dalla cugina Giovanna Colaianni, che vive ancora a Calascibetta. Due giorni prima del sisma, Giuseppe e la moglie avevano videochiamato la figlia Antonella per festeggiare il suo compleanno.

«A un certo punto – ha raccontato la cugina – la telefonata si è interrotta improvvisamente. È stata l'ultima volta che Antonella ha visto suo padre».

Secondo quanto riferito dalla famiglia, la coppia era rientrata in Venezuela appena venti giorni prima, dopo aver trascorso circa due anni in Francia vicino alla figlia.

 

Il gesto che gli è costato la vita

Nel momento in cui la terra ha iniziato a tremare, Giuseppe Colaianni avrebbe accompagnato la moglie in una zona sicura. Subito dopo, però, è stato investito dal crollo delle macerie, morendo sul colpo.

Il suo gesto ha consentito alla donna di salvarsi.

 

Le radici siciliane e la passione per il rock

Pur vivendo da tempo in Sud America, Colaianni aveva mantenuto un forte legame con la Sicilia. In gioventù aveva trascorso un periodo a Bologna, dove acquistò la sua prima chitarra e si appassionò alla musica rock, diventando anche tifoso della squadra rossoblù.

I familiari lo ricordano come una persona semplice e affettuosa. «Ogni volta che tornava a trovarci – racconta la cugina – mi chiedeva sempre di preparargli il tiramisù, il suo dolce preferito».

Lavorava in un'azienda specializzata nella logistica internazionale e da anni aveva scelto il Venezuela come casa. La sua morte lascia nel dolore la famiglia e la comunità di Calascibetta, che oggi ricorda il coraggio di un uomo che, fino all'ultimo istante, ha pensato prima di tutto a salvare la persona che amava.