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26/06/2026 10:10:00

Crisi idrica in Sicilia, il M5S: "La Regione acquisisca il controllo di Sicilia Acque"

Rafforzare il controllo pubblico sulla gestione dell'acqua in Sicilia attraverso l'acquisizione delle quote private di Sicilia Acque. È la proposta avanzata dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Cambiano durante la seduta della Commissione Ambiente dell'Ars, nel pieno del dibattito sulle strategie per affrontare la crisi idrica nell'Isola.

 

La proposta del M5S

Secondo Cambiano, la Regione dovrebbe acquisire il 75% delle quote detenute dal socio privato di Sicilia Acque S.p.A., la società che gestisce il sistema idrico di sovrambito e che riveste un ruolo centrale nell'approvvigionamento idrico siciliano.

L'idea, spiega il parlamentare, nasce dalla necessità di garantire una governance più pubblica di un'infrastruttura considerata strategica, così da programmare meglio gli investimenti e orientare la gestione della risorsa idrica agli interessi dei cittadini.

"Le risorse ci sono, serve una scelta politica"

Cambiano sostiene che l'operazione sarebbe economicamente sostenibile grazie alla prossima variazione di bilancio della Regione Siciliana, che potrebbe disporre di circa 600 milioni di euro.

«Non siamo davanti a una proposta irrealizzabile - afferma il deputato -. Le condizioni economiche potrebbero esserci. Occorre una scelta politica chiara e coraggiosa per rafforzare il ruolo pubblico nella gestione delle infrastrutture idriche».

Secondo il parlamentare, l'assessore regionale all'Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, avrebbe manifestato un'apertura di massima, riconoscendo l'interesse strategico della proposta nell'ambito delle possibili soluzioni per il futuro del sistema idrico siciliano.

L'obiettivo: superare le emergenze

Per il Movimento 5 Stelle, l'acquisizione delle quote rappresenterebbe un intervento strutturale per migliorare la programmazione degli investimenti, rendere più efficiente il servizio e affrontare definitivamente le criticità che negli ultimi anni hanno colpito diverse aree della Sicilia, in particolare la provincia di Agrigento.

 

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Pellegrino replica a La Vardera: «Basta slogan, il governo sta lavorando sulla distribuzione dell'acqua»

 Continua il confronto politico sulla gestione del sistema idrico siciliano. Dopo le dichiarazioni del deputato Ismaele La Vardera, che ha proposto l'uscita della Regione da Siciliacque, arriva la dura replica del capogruppo di Forza Italia all'Assemblea regionale siciliana, Stefano Pellegrino.

"Gli invasi sono pieni, il problema è distribuire l'acqua"

Secondo Pellegrino, le affermazioni di La Vardera sarebbero contraddittorie.

«Da un lato sostiene che gli invasi sono pieni e dall'altro attribuisce al governo la responsabilità della crisi idrica. Se le riserve sono abbondanti, la criticità non riguarda la disponibilità dell'acqua, ma la sua distribuzione. Ed è proprio su questo fronte che il governo regionale sta intervenendo», afferma il capogruppo di Forza Italia.

Pellegrino attribuisce l'attuale disponibilità d'acqua sia alle abbondanti precipitazioni dell'ultimo inverno sia agli interventi di efficientamento delle reti idriche e alle politiche di risparmio adottate dalla Regione.

"Uscire da Siciliacque sarebbe un passo indietro"

Il parlamentare respinge anche la proposta di abbandonare Siciliacque, definendola uno slogan privo di fondamento tecnico e giuridico.

Secondo Pellegrino, una simile scelta riporterebbe la Sicilia a una gestione frammentata del servizio idrico, proprio quella che, a suo dire, aveva contribuito alle criticità del passato. La gestione unificata, invece, rappresenterebbe uno strumento fondamentale per garantire maggiore coordinamento e sicurezza nell'approvvigionamento.

L'affondo politico

Nella replica non manca anche un duro attacco nei confronti di La Vardera. Pellegrino accusa il deputato di limitarsi ai proclami senza proporre soluzioni concrete e conclude con una stoccata politica, sostenendo che l'unico merito riconoscibile al collega sarebbe quello di "aver recuperato rapidamente la capacità di spararle grosse", richiamando polemicamente le esperienze dei precedenti governi regionali.