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27/06/2026 16:34:00

Bici, monopattini e richiami: a chi appartengono davvero le ville comunali di Trapani?

C'è una scena che si ripete ogni giorno a Villa Margherita e a Villa Pepoli.

Un bambino di tre anni corre verso lo scivolo senza guardare. Una mamma lo segue a pochi passi. Nello stesso istante un ragazzo attraversa il vialetto in monopattino, un altro passa in bici, qualcuno tira un pallone. Per fortuna, quasi sempre, non succede niente. Quasi.

È proprio quel "quasi" che, come riporta un cittadino sui social, avrebbe convinto il Comune di Trapani a cambiare atteggiamento.

Nei giorni scorsi, sempre seconndo quanto riportato, il sindaco avrebbe autorizzato il personale che sorveglia le due ville comunali a intervenire con maggiore decisione contro chi utilizza biciclette, monopattini o gioca a pallone nelle aree dove il regolamento non lo consente. 

E se i richiami non basteranno, potrebbero arrivare anche le multe. Secondo i frequentatori e i guardiani delle ville, gli episodi sono ormai all'ordine del giorno, anzi, delle ore.

In passato alcuni bambini sono stati urtati da ragazzi che sfrecciavano in bici o in monopattino. Altre volte il problema sono state le pallonate contro il portone della chiesa di Villa Pepoli. Ma, raccontano, ciò che colpisce di più è un altro dettaglio: non sempre ai richiami segue il rispetto delle regole. Anzi, spesso arrivano risposte infastidite o atteggiamenti di sfida.

Da qui l'appello rivolto ai genitori: se vostro figlio dovesse tornare a casa con una multa, prima di protestare chiedetevi perché è stata fatta.

In realtà, il sindaco Giacomo Tranchida, interpellato, sostiene di non essere a conoscenza della vicenda, ma ritiene anche che l'educazione ed il rispetto del regolamento siano fondamentali per la convivenza civile nei luoghi pubblici, per cui, se necessario, un richiamo male non fa. 

Ma il punto è un altro e non riguarda solo Trapani, ma decine di città italiane.

 

Di chi sono davvero le ville comunali?

Dei bambini che imparano ad andare sull'altalena? Dei ragazzi che cercano uno spazio per stare insieme? Degli anziani che passeggiano? Delle mamme con i passeggini? La risposta, probabilmente, è che appartengono a tutti. Ed è proprio qui che nasce il problema. 

Perchè quello di Trapani è tutt'altro che un caso isolato. 

Da Nord a Sud, le ville comunali e i parchi cittadini sono diventati il luogo dove si misura una nuova sfida della convivenza urbana. 

Negli ultimi anni biciclette, monopattini e altri mezzi di micromobilità hanno cambiato il modo di vivere gli spazi pubblici. Così, aree nate per passeggiare, sostare e giocare vengono spesso attraversate come se fossero piste ciclabili o spazi sportivi.

Molti Comuni hanno dovuto correre ai ripari, rafforzando controlli e regolamenti. In alcuni parchi è vietato circolare in bici nelle aree gioco, in altri è consentito soltanto procedere a passo d'uomo o condurre il mezzo a mano nei tratti più affollati. 

Il motivo è sempre lo stesso: garantire la convivenza tra esigenze diverse, a modi diversi di vivere lo stesso spazio che finiscono inevitabilmente per scontrarsi.

Da una parte i ragazzi che cercano luoghi dove divertirsi, dall'altra bambini piccoli che corrono senza guardare, anziani che passeggiano, persone con disabilità, famiglie che scelgono il parco proprio perché dovrebbe essere un luogo sicuro.

Non perché una bicicletta sia un problema, ma perché un parco non è una pista ciclabile e un giardino pubblico non è un campetto di calcio.

Forse, allora, la domanda non è se sia giusto fare richiami o multe. 

È capire quale sia la funzione di questi spazi, perchè le ville comunali sono tra i pochi luoghi gratuiti di aggregazione rimasti nelle città. Non sono pensate per la velocità, ma per rallentare; non per la competizione, ma per la condivisione. È un equilibrio fragile, che dipende certamente dai controlli, ma anche dall'educazione al rispetto degli altri. 

La domanda forse è un'altra: quando abbiamo smesso di considerare una villa comunale un luogo da condividere e abbiamo iniziato a viverla come se fosse soltanto uno spazio individuale?

 



Cittadinanza | 2026-06-26 16:16:00
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