Nessuna fuga in avanti, nessuna discussione sulla candidatura alla presidenza della Regione e, almeno ufficialmente, nessuna crepa nel centrodestra siciliano. Dal palco di Etna Tricolore, la manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia nella Sicilia orientale, il partito di Giorgia Meloni prova a ricompattare il fronte e a ribadire una linea chiara: il governo di Renato Schifani va sostenuto fino alla naturale scadenza della legislatura. Ma, dietro le dichiarazioni di circostanza, non sono mancati i messaggi politici.
Tra gli ospiti più attesi del pomeriggio di venerdì c'era Arianna Meloni, capo della segreteria politica nazionale di Fratelli d'Italia e sorella della presidente del Consiglio. Un intervento nel quale ha ribadito la linea del partito, evitando accuratamente di alimentare il dibattito sulle Regionali del 2027: “Fratelli d'Italia è al lavoro per mettere a terra il programma che c'è in Regione Sicilia, dove c'è un presidente eletto che sta lavorando. In questo momento si lavora. Quando si apriranno i tavoli, parleremo dei tavoli”.
Parole che confermano come il partito non abbia alcuna intenzione di aprire adesso una partita interna che rischierebbe di incrinare gli equilibri della coalizione.
Sbardella: "Non esistono i presupposti per il voto anticipato”
Ancora più esplicito il commissario regionale di Fratelli d'Italia, Luca Sbardella, che ha escluso qualsiasi ipotesi di elezioni anticipate: “Ci deve essere un motivo per fare delle elezioni anticipate e, al momento, in Sicilia non mi sembra che ci sia”. Una frase che vale come una rassicurazione nei confronti del presidente Schifani ma anche come un modo per raffreddare le indiscrezioni che, ciclicamente, raccontano di tensioni all'interno della maggioranza. Sbardella, però, lascia anche intendere che Fratelli d'Italia non intende rinunciare a giocare un ruolo da protagonista nel momento in cui si discuterà della guida della Regione: “Se dovesse essere messa in discussione la ricandidatura del presidente Renato Schifani, anche noi ci siamo. Abbiamo uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali”. Una dichiarazione che, pur senza mettere in discussione l'attuale presidente, ricorda agli alleati che il partito della premier dispone di una propria classe dirigente pronta a competere. Sul fronte delle alleanze, apertura anche al movimento di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale: “Quelli di Futuro Nazionale sono tutti parlamentari eletti nel centrodestra, quindi qualcosa in comune con loro ce l'avremo pure”.
Musumeci lancia il messaggio a Schifani
L'intervento politicamente più significativo, però, è stato quello del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, presidente della Regione dal 2017 al 2022.
L'ex governatore ha colto l'occasione per togliersi più di un sassolino dalla scarpa, rivolgendosi indirettamente all'attuale presidente della Regione: “Se dovessi rivolgere un invito al presidente Schifani direi di evitare di dare l'impressione che il mondo sia cominciato in Sicilia con il suo governo, perché la politica è continuità, non nel metodo ma nella produzione amministrativa”.
Musumeci ha ricordato come la storia amministrativa della Regione sia fatta di governi diversi, ciascuno con il proprio contributo: “Il mondo non è cominciato in Sicilia nel 2022. È cominciato con il governo Musumeci, ma ancora prima con i governi Crocetta, Lombardo e Cuffaro. Da quando il presidente della Regione viene eletto direttamente dai cittadini si sono alternate stagioni migliori e peggiori che hanno comunque contribuito al risultato attuale”
Quindi la stoccata più netta: “A me sembra che ogni volta questo governo dia l'impressione di aver trovato soltanto macerie e disastri, come se prima ci fosse stato il deserto. Non è così. E questo va evitato se si vuole consolidare lo spirito della coalizione”. Musumeci ha precisato di parlare senza spirito di polemica e con animo costruttivo, ma il messaggio appare evidente: rivendicare l'eredità del proprio governo e chiedere all'attuale esecutivo regionale maggiore continuità istituzionale, evitando di rappresentare il passato come un fallimento totale.
Dietro le rassicurazioni sull'unità del centrodestra, dunque, Etna Tricolore restituisce l'immagine di una coalizione che continua a sostenere Schifani ma nella quale iniziano già a emergere i primi posizionamenti in vista delle prossime Regionali. Nessuno apre ufficialmente la corsa, ma tutti sembrano voler ricordare che, quando arriverà il momento di sedersi ai tavoli, Fratelli d'Italia intende farlo da protagonista.