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29/06/2026 06:35:00

Sanità e Case della Comunità, esplode il caso Alcamo

Che le Case della Comunità presentassero prima o poi il conto lo sapevano tutti. Strutture sulla carta meravigliose, grandi obiettivi che non si possono raggiungere essenzialmente per quello che le cronache hanno sempre raccontato: mancanza di personale, sintesi tra le varie professionalità, mancata riforma della medicina del territorio.

Nonostante i proclami, nonostante le belle foto e le parole, i comunicati stampa che celebrano un lavoro costante, che è avvenuto, poi però la realtà è un'altra. E anche questa va raccontata, perché l'utente finale si chiama persona.

 

Il documento e le dimissioni: esplode il caso Alcamo

 

Lo scontro è avvenuto all'interno dell'Asp di Trapani: un dirigente lascia il proprio incarico denunciando, nero su bianco, problemi di sicurezza e un'organizzazione che ritiene incompatibile con le proprie responsabilità.

Si tratta di Francesco Di Gregorio, che ha comunicato le proprie dimissioni dall'incarico ad interim di direttore del Distretto sanitario di Alcamo, con una nota protocollata il 23 giugno.

La decisione arriva dopo alcune disposizioni di servizio che hanno trasferito personale presso la Casa di Comunità Hub di Alcamo. Secondo Di Gregorio, quei provvedimenti sarebbero stati adottati senza il necessario coinvolgimento del direttore del Distretto, al quale la normativa assegna il coordinamento delle risorse umane.

Ma il documento ufficiale ha un peso ben diverso: dopo un sopralluogo effettuato il 22 giugno, il dirigente scrive infatti che la Casa di Comunità Hub di Alcamo e quella Spoke di Castellammare del Golfo presentano "gravi criticità". I lavori ancora in corso, sostiene, non consentono un'accessibilità in condizioni di sicurezza per utenti e operatori. Ancora più pesante è la frase successiva, nella quale afferma che gli immobili non garantiscono i requisiti essenziali di sicurezza, igiene, salubrità e accessibilità, con particolare riferimento alla struttura di Alcamo.

Non è l'uomo del bar a dirlo, ma il direttore del Dipartimento di Prevenzione, che ricorda anche di essere il soggetto delegato per la tutela della sicurezza sul lavoro all'interno del Distretto sanitario. Proprio questa responsabilità lo porta a ritenere di non poter più mantenere l'incarico.

 

Il caso

 

Le dimissioni non arrivano per motivi personali. Arrivano perché, scrive testualmente Di Gregorio, "non ricorrono più le condizioni per mantenere l'affidamento temporaneo dell'incarico". Tradotto: il dirigente ritiene di non poter assumere la responsabilità di strutture che, secondo la sua valutazione, non rispettano i requisiti minimi di sicurezza e sulle quali non ha avuto pieno controllo organizzativo.

È questo il fatto più rilevante. Di Gregorio afferma che due dipendenti sono stati trasferiti alla Casa di Comunità senza alcuna preventiva concertazione con lui, nonostante la normativa attribuisca al direttore del Distretto la gestione del personale. In pratica sostiene che le decisioni sarebbero state assunte bypassando il responsabile competente.

È un'accusa sul metodo amministrativo che evidenzia un conflitto interno alla governance dell'Asp. Ma il passaggio, e lo strappo, si consumano quando Di Gregorio mette nero su bianco cosa non va all'interno della Casa di Comunità Hub di Alcamo e di quella Spoke di Castellammare del Golfo:

  • presentano gravi criticità;
  • hanno lavori in corso tali da non consentire l'accessibilità in sicurezza a utenti e operatori;
  • non garantiscono i requisiti essenziali di sicurezza, igiene, salubrità e accessibilità.

Non si tratta di una semplice lamentela organizzativa. È una valutazione tecnica firmata dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, cioè proprio il dirigente che, per ruolo, si occupa della tutela della salute pubblica.

 

Gli interrogativi

 

Le Case della Comunità rappresentano il principale investimento del PNRR nella medicina territoriale e sono destinate a diventare il punto di riferimento per l'assistenza di prossimità. Se una delle principali strutture della provincia viene descritta da un dirigente dell'Asp come priva dei requisiti essenziali di sicurezza, il tema non è soltanto amministrativo, ma riguarda direttamente la tutela dei cittadini e degli operatori sanitari.

L'altro fronte è quello della governance aziendale. Di Gregorio contesta apertamente il metodo con cui sono stati adottati i provvedimenti sul personale, sostenendo di essere stato escluso da decisioni che la normativa attribuisce alla competenza del direttore del Distretto.

Le dimissioni, dunque, non rappresentano soltanto un atto personale. Sono un documento politico-amministrativo che certifica una frattura interna all'Asp Trapani e che rischia di trasformarsi in un nuovo caso sulla gestione delle strutture finanziate dal PNRR.

Adesso spetterà all'Azienda sanitaria chiarire due aspetti fondamentali: se le criticità evidenziate siano già state superate oppure se le strutture siano effettivamente operative pur in presenza delle condizioni descritte nella nota del direttore del Dipartimento di Prevenzione. Perché, se le valutazioni contenute nel documento fossero confermate, la questione non riguarderebbe soltanto un incarico dirigenziale, ma la sicurezza stessa delle Case della Comunità, che dovrebbero rappresentare il futuro della sanità territoriale nel Trapanese.



Sanità | 2026-06-29 06:35:00
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Sanità e Case della Comunità, esplode il caso Alcamo

Che le Case della Comunità presentassero prima o poi il conto lo sapevano tutti. Strutture sulla carta meravigliose, grandi obiettivi che non si possono raggiungere essenzialmente per quello che le cronache hanno sempre raccontato: mancanza...