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30/06/2026 07:00:00

Leo Gullotta incanta Favignana e riceve il Premio alla carriera al FestivalFlorio

Una lunga conversazione sul teatro, sul cinema, sulla Sicilia e sul valore dello studio. Più che una semplice cerimonia di premiazione, quella andata in scena agli ex Stabilimenti Florio è stata una vera lezione di vita. Protagonista Leo Gullotta, che nell'ambito della XIV edizione del FestivalFlorio ha ricevuto il Premio Favignana per il Teatro 2026, riconoscimento assegnato a una delle figure più rappresentative dello spettacolo italiano.

 

Un premio a oltre sessant'anni di carriera

Ad accogliere il pubblico è stato il direttore artistico del Festival, il maestro Giuseppe Scorzelli, che ha dialogato con l'attore catanese ripercorrendone il lungo percorso artistico. Un confronto arricchito anche dalle domande degli spettatori, che ha permesso a Gullotta di raccontare ricordi, incontri e riflessioni maturate in oltre sei decenni di palcoscenico e set cinematografici.

Fin dalle prime battute l'attore ha spiegato cosa lo abbia spinto ad accettare l'invito del Festival.

«Sono venuto con piacere nel mio Sud per incontrare il pubblico. Il pubblico va rispettato sempre».

Una frase che racchiude la filosofia con cui ha affrontato tutta la sua carriera, fondata sul rapporto diretto con gli spettatori e sul rispetto per chi sceglie di assistere a uno spettacolo.

 

I grandi maestri del suo percorso

Nel corso dell'incontro Gullotta ha ricordato alcune delle personalità che hanno segnato la sua formazione artistica. Tra queste Giuseppe Tornatore, del quale ha esaltato la capacità di raccontare la Sicilia e la profondità dell'animo umano, ed Ennio Morricone, ricordato non solo come un gigante della musica ma anche per la sua straordinaria umiltà.

«Nelle persone più semplici c'è sempre una grande presenza».

L'attore ha poi ripercorso gli anni trascorsi al Teatro Stabile di Catania, ricordando artisti come Salvo Randone, Valeria Moriconi e Glauco Mauri, e ha dedicato parole di grande stima anche a Nanni Loy e a Giuseppe Fava, del quale ha sottolineato il coraggio civile e la libertà di pensiero.

 

«Il talento da solo non basta»

Uno dei passaggi più significativi della serata è stato il messaggio rivolto ai giovani. Gullotta ha insistito sull'importanza della preparazione, spiegando che il successo non può prescindere dallo studio.

«Si studia per sapere di più, si studia perché apre la mente».

Per l'attore, la formazione rappresenta un elemento imprescindibile tanto quanto il talento, perché ogni professione richiede disciplina, competenza e responsabilità.

 

Il mestiere dell'attore

Parlando della professione che lo ha reso uno dei volti più amati del teatro e del cinema italiano, Gullotta ha offerto una definizione semplice ma efficace del lavoro dell'interprete.

«Un interprete dà vita, ogni volta, a personaggi che sono fuori dalla propria vita».

Tra i ruoli che ricorda con maggiore affetto ha citato il barbiere del film L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore e la celebre Signora Leonida, personaggio rimasto nell'immaginario del pubblico televisivo.

 

L'amore per la Sicilia e Favignana

Nel corso della conversazione Gullotta ha espresso il suo legame con la Sicilia, elogiando la bellezza dell'isola di Favignana, l'accoglienza ricevuta e il valore del patrimonio culturale del territorio. Non sono mancate alcune osservazioni sui servizi destinati ai visitatori, formulate come uno stimolo a valorizzare ulteriormente una delle mete più affascinanti del Mediterraneo.

 

La consegna del Premio Favignana

Il momento conclusivo della serata è stato dedicato alla consegna del Premio Favignana per il Teatro 2026, conferito dal sindaco Giuseppe Pagoto, dall'assessore alla Cultura Dafne Borgia e dall'assessore alle Politiche sociali Ignazio Lucido.

Visibilmente emozionato, Gullotta ha ringraziato gli organizzatori del FestivalFlorio, il Comune e il pubblico presente.

«È un premio che cavalca la storia».

L'attore ha salutato Favignana con parole di affetto, invitando anche il pubblico a seguire gli appuntamenti successivi della rassegna.

La serata si è così trasformata in un omaggio non soltanto a una straordinaria carriera artistica, ma anche ai valori che Leo Gullotta continua a rappresentare: studio, umiltà, impegno civile e rispetto per il pubblico, elementi che ne fanno ancora oggi uno degli interpreti più autorevoli del panorama culturale italiano.