Si fa sempre più preoccupante e fuori controllo la gestione delle risorse idriche a Salemi.
Niente sembra essere cambiato da quando, quarantasei anni fa, ai primi di dicembre del 1980, i giornali nazionali a tutto campo scrivevano:
“Alcune centinaia di donne di Salemi hanno occupato il Municipio. Da due mesi nelle case, e nelle baracche migliaia di persone sono rimaste senza una goccia d'acqua”
Le cronache, oltre al problema idrico, misero in risalto il coraggio di quelle donne che non ebbero timore di scendere in piazza, mettendo a nudo lo strapotere dei notabili del partito di maggioranza di allora, che in combutta con i mafiosi, gestivano l’ “affaire” dell’acqua come fosse cosa loro.
Marciarono, quelle donne, sotto una battente pioggia, verso la Casa comunale, mentre i loro mariti se ne stavano oziosamente a guardarle dietro le vetrate di fumosi bar o di stantii circoli per soli uomini.
La rete idrica di Salemi, come in quasi tutti i comuni della provincia era gestita dall’EAS, che a sua volta era in mano alla Democrazia Cristiana, partito a cui appartenevano i notabili locali detentori del potere reale a Salemi.
Quelle donne, dimostrando di volere essere padrone del proprio destino, vi restarono in Municipio per oltre sei ore. Mentre un plotone di carabinieri venuti dalla vicina Castelvetrano controllavano nella piazza sottostante l’ordine pubblico. Ma tutto si svolse pacificamente.
Fu quella l’occasione in cui gran parte della stampa nazionale chiamò le cose con il loro vero nome. Si disse dell’esistenza di un mondo a parte sulla gestione dell’acqua pubblica, e si confermò quanto aveva detto Dolci, che anche la mafia era presente nella vendita di acqua ai privati dirottata da quelle destinata alla popolazione; della sottrazione “misteriosa” del prezioso liquido dai pozzi che l'Ente gestiva; delle reti di distribuzione idrica fatiscenti; d’inquinamento dell'acqua. Si venne pure a scoprire che per il nuovo acquedotto di Salemi era stato utilizzato materiale di seconda mano, dismesso da vecchi acquedotti di altre citta’.
Mentre da parte dei politici le promesse si sprecarono. Di tutto e di piu’. Nuovi pozzi un nuovo acquedotto, una razionale e moderna distribuzione.
E’ passato circa mezzo secolo da quel lungo e piovoso pomeriggio di dicembre.
Non si può assolutamente sostenere che la situazione idrica a Salemi sia cambiata in meglio e che tutte le promesse fatte in tutti questi anni sono state mantenute.
La verità sta nelle cose.
Dopo decenni, manca ancora un piano comunale dell'acqua in grado di garantire una sua distribuzione razionale, una sua qualità sempre accettabile. Il rispetto di turni prefissati rimane una chimera.
Le cicliche crisi idriche, da alcuni anni a questa parte, vanno acuendosi sempre di piu’, e, ogni volta, si trovano le cause del momento. Quella del guasto delle pompe dei pozzi, e’ la più ricorrente.
Chi detiene la responsabilità della cosa pubblica e’ costretto talvolta a balbettare motivazioni surreali che appaiono incredibili e senza senso.
Da alcuni mesi la zona dei disservizi e dei guasti della rete idrica si fa allargando .
La gente ormai e’sfiduciata, non crede piu’ alle frottole e affida il malcontento ai social.
Non siamo di fronte ad una emergenza imprevista.
L’anormalità’ del disservizio sta diventando “normale”.
La profonda crisi di questi giorni non può essere addebitata alla siccità come si disse la volta precedente. In questi mesi invernali le piogge sono state copiose e gli invasi oggi sono stracolmi. La Sicilia riarsa e assetata non regge piu’.
Ogni volta si cercano motivazioni occasionali. Ormai e’ chiaro di essere in presenza di una deficienza strutturale.
E’ tempo di smetterla di pronunciare parole vuote. Cominciando a chiederci chi e’ il responsabile di questa catastrofe civile.
Se non ricordiamo male, anni fa Domenico Venuti, ponendosi la stessa domanda, addirittura aveva annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile come sindaco in un eventuale processo contro i responsabili del disservizio.
E intanto, ciclicamente le crisi si ripresentano, a Salemi, come nel resto dell’Isola.
E’ giunto il momento che il problema venga affrontato alle radici, o, per meglio dire. “alle sorgenti”.
Partendo dalla consapevolezza che ogni giorno viene tradita la volonta’ di oltre 26 milioni di italiani (il 95% dei votanti) che nel 2011 “chiesero di espellere le logiche di profitto dalla gestione del servizio idrico e di mantenere l'acqua come bene pubblico”.
Mentre il Comune continua a sostituirsi ai compiti che spettano istituzionalmente all’Eas, come la manutenzione della rete idrica e l’impiego di uomini e mezzi propri a supporto dell’attività di erogazione.
Su questa ultima crisi, nessun consigliere o esponente politico dell’attuale maggioranza si e’ fatto sentire e, di conseguenza, s’ignora cosa intendono fare e come vogliono procedere..
A far sentire la propria voce, con un comunicato, e’ stata la consigliera Giuseppina Spagnolo.
In una lunga nota ha scritto che “in diverse aree del territorio comunale, quando l'erogazione idrica avviene, l'acqua arriva con una evidente colorazione giallastra, destando una forte preoccupazione tra i cittadini sotto il profilo igienico-sanitario” .
E che ritiene necessario la pubblicizzazione di tutti i dati relativi alla disponibilità idrica, sia sul piano della qualità dell'acqua sia sulla reale capacità del sistema di approvvigionamento. Affinché vi sia piena chiarezza sulla gestione di un servizio essenziale occorre che siano messi a disposizione della cittadinanza.
Per la Spagnolo “La situazione appare già oggi estremamente preoccupante e allarmante, nonostante la stagione estiva non sia ancora iniziata. Proprio per questo motivo risulta indispensabile avviare immediatamente una programmazione seria ed efficace, al fine di evitare un aggravamento dell'emergenza nei prossimi mesi.
Della questione riguardante la disfunzione dell’erogazione idrica, se n’e’ occupato un recente Consiglio comunale.
Nel corso di uno degli ultimi consigli comunali, l’assessore Leonardo Bascone ha sostenuto che la crisi idrica attuale e’ riconducibile “all’ennesimo guasto al pozzo Polizo, nonostante fosse stato riparato appena un mese fa.”
Ha precisato inoltre che “e’stata tirata fuori la pompa che deve essere sostituita. Ad oggi si è in attesa di una nuova pompa e l’intera contrada è dunque a secco. Ciò ha provocato, un disservizio anche in alcune zone del paese nuovo che fruisce di acqua proveniente anche dal pozzo Polizo. I disagi hanno portato a ritardi nell’erogazione anche per carenza di pressione nelle vasche di accumulo. Si sta cercando di intervenire anche per via Santa Domenica dove sono state registrate ampie perdite nelle condutture.”
Bascone, inoltre, dopo avere ricordato che il Comune gestisce reti ed impianti sostituendosi all’ EAS e che c’e’ in corso un contenzioso presso il CGA la cui prossima udienza si terrà a settembre, ha ammesso che la programmazione con queste condizioni precarie non e’ facile d’attuare anche perché “Siciliacque spesso non fa pervenire la quantità di acqua dichiarata, per cui ci sono state diverse note di segnalazione inviate. Sul centro storico, si è registrata sofferenza per la minore portata d’acqua, la situazione oggi è migliorata ed adesso dovrebbe esserci la distribuzione in via Alberto Favara e successivamente nel paese nuovo. Indica che in condizioni così precarie sia impossibile programmare e dare informazioni precise ai cittadini”.
Dichiarazioni sconfortanti quelle fatte dal rappresentate dell’Amministrazione che, a parte la promessa di un potenziamento non precisato del personale addetto ai turni di distribuzione dell’acqua, non ci sembra che facciano intravvedere all’orizzonte miglioramenti quantitativi e qualitativi.
Una novità concreta ci viene dal sindaco Vito Scalisi che ha fatto sapere di avere chiesto alla Protezione Civile la dotazione di un’autobotte all’evidente scopo di alleviare i disservizi.
Lontani dal volere mischiare il sacro col profano, ci viene in mente l’incontro di Sant’Agostino sulla spiaggia con il ragazzino che con una conchiglia intende svuotare l’acqua del mare in una buca sulla sabbia.
Come si sa, e’ la metafora sull’impossibilità da parte dell’uomo a capire alcuni misteri che trascendono la logica.
E che cosa c’e’ di piu’ misterioso in Sicilia se non la perenne mancanza d’acqua, nonostante gli Arabi ci abbiano assicurato essere abbondate e cristallina?
Franco Ciro Lo Re