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01/07/2026 12:30:00

Trapani, scontro sulle scuole: sono agibili oppure no?

Sulla sicurezza nelle scuole non devono esserci incomprensioni. Al centro dello scontro politico ora ci sono gli edifici scolastici comunali, i lavori finanziati con il PNRR e una domanda che rimbalza con forza: le scuole frequentate per anni da migliaia di bambini erano davvero "inagibili"?

A far esplodere il caso è stato il dibattito durante il Consiglio comunale del 29 giugno. Nel corso della seduta, l'assessora ai Lavori pubblici Giulia Passalacqua aveva sostenuto che gran parte delle scuole elementari cittadine presentava gravi criticità prima degli interventi di riqualificazione finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. L'assessora, nel suo intervento in aula consiliare, avrebbe parlato di muri con spessori insufficienti e definito "criminali" coloro che avevano progettato quegli edifici decenni fa.

 

Parole che hanno provocato critiche politiche e richieste di chiarimento.

La questione è che, se gli edifici fossero stati realmente "inagibili", si porrebbe il problema di come abbiano potuto ospitare per anni migliaia di alunni prima dell'avvio dei cantieri finanziati dal PNRR.

Diventa dirimente, quindi, definire con precisione le condizioni strutturali di alcuni plessi e la necessità di chiarire se le dichiarazioni rese in Aula descrivessero un'effettiva situazione di pericolo o, piuttosto, la mancanza di certificazioni e la necessità di adeguamenti normativi, per accertare o meno la sicurezza di circa duemila studenti.

 

Di fronte a dichiarazioni che hanno alimentato un legittimo allarme, Passalacqua è intervenuta con una nota di precisazione, sostenendo di avere utilizzato impropriamente il termine "inagibili".

“Ciò che intendevo – spiega – è che queste scuole erano prive del certificato di agibilità praticamente da sempre e non certo dal 2018. Gli edifici sono stati costruiti in epoche in cui le norme erano profondamente diverse da quelle attuali e proprio per questo si è reso necessario un percorso di adeguamento alle normative oggi vigenti”.

L'assessora distingue quindi tra la mancanza della documentazione di agibilità e una condizione di effettiva inagibilità degli edifici. Secondo Passalacqua, l'assenza di un certificato non comporta automaticamente la chiusura di una scuola. La normativa, ricorda, consente infatti la prosecuzione dell'attività quando esiste un percorso amministrativo finalizzato alla realizzazione degli interventi necessari, attraverso la programmazione delle opere o l'accesso a specifici finanziamenti, purché le verifiche tecniche degli uffici competenti non evidenzino situazioni di pericolo.

L'assessora rivendica inoltre il lavoro svolto dall'amministrazione comunale a partire dal 2018, quando sarebbero state avviate le verifiche sul patrimonio scolastico, e soprattutto la capacità di intercettare le risorse del PNRR, che hanno consentito di accelerare gli interventi di adeguamento sismico, efficientamento energetico e messa a norma di numerosi plessi cittadini.

 

Come esempio di un approccio improntato alla prudenza richiama il caso del plesso di via Erodoto, chiuso con ordinanza comunale dopo che le verifiche tecniche avevano evidenziato criticità incompatibili con la prosecuzione delle attività scolastiche. “Quando le condizioni lo hanno imposto – afferma – questa amministrazione non ha esitato ad assumersi le proprie responsabilità”.

La reazione dell’assessora è netta: “Chi tenta di insinuare che questa amministrazione abbia consapevolmente mandato migliaia di bambini in scuole pericolose sa bene che sta raccontando una realtà che non esiste”, scrive Passalacqua, accusando l'opposizione di utilizzare il tema della sicurezza scolastica come strumento di propaganda politica.

 

Il confronto si inserisce nel più ampio dibattito sugli investimenti del PNRR nell'edilizia scolastica. 

A Trapani sono in corso o sono stati avviati numerosi interventi di riqualificazione, adeguamento sismico ed efficientamento energetico in diversi edifici comunali, con l'obiettivo di adeguare strutture realizzate, in molti casi, diversi decenni fa agli standard di sicurezza oggi richiesti dalla normativa nazionale.

Resta però il nodo politico. L'opposizione chiede di chiarire quali fossero, prima dell'avvio dei cantieri, le reali condizioni degli edifici e quale fosse il livello di sicurezza garantito agli studenti. 

L'amministrazione replica che la mancanza di certificati non può essere confusa con una dichiarazione di inagibilità e rivendica di avere affrontato, grazie ai finanziamenti del PNRR, problemi strutturali accumulatisi nell'arco di decenni.

Una differenza tecnica che, nelle ultime ore, è diventata terreno di uno dei confronti politici più accesi a Palazzo d'Alì ma che per tante famiglie è una differenza di sostanza.