×
 
 
01/07/2026 11:05:00

Mauro De Mauro, il fascista dimenticato

Per oltre mezzo secolo il nome di Mauro De Mauro è stato raccontato quasi sempre nello stesso modo: il giornalista dell'«Ora» rapito a Palermo il 16 settembre 1970 mentre indagava sulla morte di Enrico Mattei, vittima della mafia o di un grande complotto. Una storia diventata quasi un canone della memoria pubblica italiana.

 

Il nuovo libro dello storico Mauro Canali, Ritratto di giovane fascista (Donzelli), ha il merito – e il coraggio – di rompere questo schema. Lo fa con gli strumenti dello storico, non del polemista: archivi, documenti, atti processuali, carte militari, fonti americane. E soprattutto con una domanda tanto semplice quanto scomoda: cosa succede se, invece di partire dall'ultimo capitolo della vita di Mauro De Mauro, si torna all'inizio della sua storia?

 

È proprio lì che Canali trova la chiave per rileggere uno dei grandi misteri italiani.

 

Il passato che nessuno voleva guardare

 

L'intuizione del libro è tanto evidente quanto sorprendente: tutte le inchieste giudiziarie hanno concentrato l'attenzione sugli ultimi anni della vita del giornalista, trascurando quasi completamente ciò che era stato prima.

E quel "prima" è tutt'altro che marginale.

Canali ricostruisce un giovane Mauro De Mauro profondamente coinvolto nell'apparato repressivo della Repubblica Sociale Italiana, arruolato nelle SS italiane, vicino ai vertici della polizia nazista di Roma, coinvolto – secondo la documentazione d'archivio – in arresti di esponenti della Resistenza e in attività di collaborazionismo che dopo la guerra sarebbero state cancellate dall'amnistia Togliatti.

Non è una ricostruzione fondata su suggestioni. Il libro è costruito su documenti che l'autore presenta con rigore quasi notarile, lasciando spesso parlare direttamente le fonti.

È questo il primo elemento destinato a far discutere.

 

Un'altra lettura del caso De Mauro

 

La forza del volume, però, non sta soltanto nella ricostruzione biografica.

Canali propone una diversa interpretazione della scomparsa del giornalista.

L'ipotesi che De Mauro sia stato eliminato esclusivamente perché stava lavorando sulla morte di Enrico Mattei non viene liquidata, ma ridimensionata. Secondo lo storico, le indagini giudiziarie finirono per imboccare quasi esclusivamente quella strada, trascurando un'altra pista che era emersa già nelle prime settimane dopo il sequestro: quella dell'eversione nera, dei rapporti con l'ambiente di Junio Valerio Borghese, dei servizi segreti, dei preparativi del tentato golpe del dicembre 1970.

È qui che il libro diventa qualcosa di più di una biografia.

Diventa un viaggio nell'Italia della strategia della tensione, dove mafia, apparati dello Stato, neofascismo, servizi di intelligence e interessi internazionali si intrecciano in un sistema molto più complesso di quanto le ricostruzioni tradizionali abbiano raccontato.

 

 

 

Lo storico contro il mito

 

Canali compie un'operazione rischiosa.

Non demolisce la figura professionale di Mauro De Mauro, che resta un giornalista brillante e capace. Ma rifiuta la trasformazione del personaggio in un'icona priva di contraddizioni.

Il suo De Mauro è un uomo ambiguo, difficile da classificare, capace di reinventarsi dopo la guerra senza recidere davvero i legami con gli ambienti frequentati durante il fascismo.

È proprio questa ambiguità, secondo l'autore, che potrebbe spiegare perché il giornalista fosse arrivato così vicino a scoprire qualcosa di enorme. Quella verità che lui stesso avrebbe definito capace di far "saltare mezza Italia".

 

Le omissioni della giustizia

 

Uno degli aspetti più inquietanti del libro riguarda il lavoro investigativo.

Canali documenta omissioni, depistaggi, fascicoli rimasti nascosti per decenni, documenti mai utilizzati nelle istruttorie e piste progressivamente abbandonate.

Ne emerge una domanda inevitabile: quanto della verità sul caso De Mauro è andato perduto? E quanto, invece, è stato deliberatamente lasciato nell'ombra?

Non è una risposta definitiva quella offerta dallo storico.

È, piuttosto, un invito a riaprire il dossier con strumenti diversi, liberandosi delle narrazioni consolidate.

 

Un libro destinato a far discutere

 

Ritratto di giovane fascista  probabilmente farà arrabbiare chi, da anni, considera acquisita una determinata ricostruzione. Ma il suo valore sta proprio qui: costringe il lettore a rimettere in discussione convinzioni sedimentate e a interrogarsi sul rapporto fra storia e memoria.

La vicenda di Mauro De Mauro continua a essere uno dei grandi enigmi della Repubblica italiana. Mauro Canali non dice di aver trovato la verità definitiva. Fa qualcosa di forse ancora più importante: dimostra che, per comprenderla, bisogna avere il coraggio di leggere anche i capitoli che per troppo tempo sono stati ignorati.

Ed è proprio questa la qualità migliore del libro: non offre certezze rassicuranti, ma restituisce complessità a una storia che, forse, è stata raccontata troppo semplicemente.

 



Tra le righe | 2026-07-01 11:05:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/30-06-2026/mauro-de-mauro-il-fascista-dimenticato-250.jpg

Mauro De Mauro, il fascista dimenticato

Per oltre mezzo secolo il nome di Mauro De Mauro è stato raccontato quasi sempre nello stesso modo: il giornalista dell'«Ora» rapito a Palermo il 16 settembre 1970 mentre indagava sulla morte di Enrico Mattei, vittima della...