Mafia a Milano, la "Bibbia" definitiva sulla criminalità al Nord: 850 pagine per capire ciò che molti ancora negano
C'è ancora chi sostiene che la mafia al Nord sia un'invenzione, un'esagerazione, o al massimo un problema marginale. Eppure basta sfogliare le quasi novecento pagine di "Mafia a Milano e in Lombardia. Ottant'anni di affari e delitti", appena pubblicato da Zolfo Editore, per capire che la storia racconta altro.
Più che un libro è un'opera monumentale. Un'enciclopedia. Una "Bibbia" civile per chiunque voglia comprendere come Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra abbiano costruito, nel corso di ottant'anni, una presenza stabile nel cuore economico del Paese.
Il volume è firmato da tre giornalisti che questa storia la seguono da oltre trent'anni: Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni. Un lavoro iniziato nel 1992, diventato un primo libro nel 1996, aggiornato nel 2011 e oggi completamente riscritto e ampliato fino a raggiungere le 850 pagine, con l'introduzione del professor Nando Dalla Chiesa.
Dalle prime 'ndrine ai boss di San Siro
Il racconto parte dagli anni del dopoguerra, quando arrivano in Lombardia i primi padrini siciliani e le prime famiglie della 'ndrangheta. Non soltanto il confino obbligato, ma una scelta precisa: Milano era il luogo dove c'erano i soldi.
Da lì si sviluppa un percorso che attraversa decenni di storia italiana.
Ci sono le bische clandestine, i sequestri di persona, il narcotraffico, la finanza nera di Michele Sindona e Roberto Calvi, gli intrecci con politica e imprenditoria, i grandi processi degli anni Novanta, l'operazione Infinito che certifica il radicamento della 'ndrangheta in Lombardia, fino alle inchieste più recenti sulle infiltrazioni nelle curve di San Siro, culminate con l'omicidio di Antonio Bellocco.
Il libro racconta anche le vicende che hanno attraversato la storia politica italiana, comprese quelle che riguardano Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, sempre ricostruite attraverso gli atti giudiziari e la cronaca.
La mafia che non spara (quasi) più
Se negli anni Settanta e Ottanta Milano era teatro di omicidi e regolamenti di conti, oggi le mafie hanno cambiato pelle.
Come spiega Giampiero Rossi nella presentazione del volume, "a Milano le mafie ormai sparano poco". Preferiscono investire.
Immobili, aziende, ristoranti, sanità, commercio, logistica, rifiuti. E soprattutto cercano relazioni con imprenditori, professionisti, funzionari pubblici e politica.
Una mafia meno visibile ma forse ancora più pericolosa, capace di mimetizzarsi dentro l'economia legale fino quasi a sembrare inesistente.
Il negazionismo che ha favorito i clan
Uno degli aspetti più interessanti dell'opera è il capitolo dedicato al negazionismo.
Gli autori ricordano come, per decenni, una parte delle istituzioni abbia semplicemente negato l'esistenza della mafia in Lombardia.
Quando nel 1996 uscì la prima edizione di "Mafia a Milano", molti considerarono il titolo quasi provocatorio. Oggi, dopo migliaia di arresti per associazione mafiosa, decine di maxi-processi e le continue inchieste della Direzione distrettuale antimafia, quella tesi appare difficilmente sostenibile.
Eppure, spiegano gli autori, esiste ancora una resistenza culturale ad ammettere quanto profondamente le organizzazioni criminali abbiano saputo infiltrarsi nell'economia del Nord.
Un'enciclopedia della criminalità organizzata
L'opera non è soltanto un saggio storico.
Grazie all'indice dei nomi, dei luoghi e perfino delle vie, diventa una vera enciclopedia consultabile: ogni quartiere, ogni personaggio, ogni processo viene inserito in un racconto che copre quasi un secolo di storia italiana.
È il risultato di oltre trent'anni di lavoro giornalistico, migliaia di documenti consultati e una continua attività di aggiornamento che arriva fino alle indagini degli ultimi anni.
Un libro necessario
"Mafia a Milano e in Lombardia" non è una lettura leggera. Richiede tempo e attenzione. Ma è probabilmente il lavoro più completo oggi disponibile sulla presenza delle mafie nel Nord Italia.
Ed è anche un promemoria importante: la criminalità organizzata non prospera soltanto grazie ai boss. Ha bisogno di professionisti, imprenditori, amministratori e politici disposti a chiudere un occhio, quando non a collaborare.
Per questo il libro di Portanova, Rossi e Stefanoni è destinato a diventare un punto di riferimento per studiosi, giornalisti, magistrati ma anche per quei cittadini che vogliono capire davvero come le mafie abbiano cambiato volto, senza mai smettere di fare affari.
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