Processo “Hydra”, il dibattimento entra nel vivo: 44 imputati e 500 testimoni
Entra nel vivo il maxi-processo scaturito dall’inchiesta “Hydra”, che a Milano ha acceso i riflettori sulla presunta esistenza di una rete criminale in grado di mettere in collegamento esponenti di Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra. Un sistema che, secondo la Direzione distrettuale antimafia, avrebbe dato vita a una sorta di “consorzio” mafioso attivo anche nel capoluogo lombardo.
Tra i primi testimoni chiamati a deporre nel lungo calendario dibattimentale figura William Cerbo, noto come “Scarface”, esponente catanese ritenuto vicino al clan Mazzei e già condannato in abbreviato nell’ambito dello stesso filone investigativo.
L’uomo sarebbe stato indicato dagli inquirenti come uno dei soggetti che avrebbero partecipato alle dinamiche del cosiddetto “tavolo” delle organizzazioni criminali a Milano, ricostruito dagli investigatori nell’indagine coordinata dalla Dda.
Un’inchiesta che coinvolge 44 imputati e circa 500 testimoni
Il procedimento, che si celebra nell’aula bunker di San Vittore, vede alla sbarra 44 imputati accusati a vario titolo di associazione mafiosa e altri reati connessi. Un impianto accusatorio complesso che si regge anche su una mole imponente di testimonianze: circa 500 tra collaboratori di giustizia, testimoni assistiti e soggetti informati sui fatti.
A rappresentare l’accusa sono il procuratore capo Marcello Viola insieme ai pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane.
Le decisioni del Tribunale sulle prove
Nel corso dell’ultima udienza, il Tribunale di Milano ha sciolto le riserve sulle richieste istruttorie presentate dalle parti, disponendo l’ammissione integrale dei testimoni indicati sia dall’accusa che dalle difese, oltre a tutte le prove documentali e orali richieste.
I giudici hanno inoltre ordinato l’acquisizione di una serie di atti di polizia giudiziaria relativi a diverse posizioni investigative, tra cui quelle di vari indagati coinvolti nell’inchiesta, e disposto una perizia per la trascrizione delle intercettazioni indicate nei fascicoli depositati.
È stata invece respinta la richiesta della Procura di acquisire le relazioni di sintesi sulle attività di osservazione, pedinamento e controllo svolte durante le indagini.
L’udienza rinviata a luglio
Il procedimento è stato aggiornato al 9 luglio, data in cui è prevista la deposizione di William Cerbo. La pubblica accusa ha chiesto che il collaboratore venga ascoltato in presenza, per consentire una valutazione diretta della sua attendibilità nell’ambito del dibattimento.
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