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04/07/2026 06:00:00

Strappo nel M5S, due deputati passano a La Vardera: esplode lo scontro

Si infiamma il clima nel centrosinistra siciliano dopo l'uscita di due deputati regionali dal gruppo del Movimento 5 Stelle per aderire a Controcorrente: Josè Marano e Carlo Gilistro.

 

A far esplodere la polemica è stato un lungo intervento del deputato pentastellato Luigi Sunseri, che ha criticato duramente non tanto la scelta politica dei colleghi, quanto le modalità con cui è stata comunicata.

Secondo Sunseri, la notizia sarebbe stata appresa attraverso un video pubblicato dal leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, senza alcun confronto preventivo all'interno del gruppo parlamentare. Una circostanza che il deputato del M5S definisce motivo di sdegno: «Le scelte politiche appartengono a ciascuno e saranno i cittadini a giudicarle», scrive Sunseri, precisando però di non aver apprezzato il fatto che i due parlamentari abbiano scelto «il silenzio e un annuncio affidato ai social», invece di confrontarsi con i colleghi prima di lasciare il Movimento.

 

Contestato il metodo La Vardera
Sunseri contesta infatti che, mentre era in corso una riunione della coalizione di centrosinistra a Palermo, il leader di Controcorrente avrebbe annunciato sui social l'ingresso dei due ex deputati del M5S nel suo movimento. Un comportamento che, secondo il parlamentare, mina il rapporto di fiducia tra le forze politiche che puntano a costruire un'alleanza in vista delle prossime elezioni regionali.

«La fiducia è il presupposto di qualsiasi coalizione. Si costruisce con il confronto, con la trasparenza e con il rispetto reciproco, non con imboscate politiche e colpi di teatro», afferma Sunseri, che definisce quanto accaduto «uno degli episodi più meschini» vissuti nei suoi quasi dieci anni di attività politica.

Dal caso, però, il deputato del M5S trae anche una conclusione politica: il Movimento, sostiene, dovrebbe assumere un ruolo centrale nella coalizione ed esprimere il candidato alla presidenza della Regione. «Non per una questione di bandierine, ma perché oggi siamo la forza politica che più di tutte può garantire credibilità, coerenza e una prospettiva di governo», scrive.

Non manca infine un passaggio personale, nel quale Sunseri parla dell'amarezza provata nel vedere ex colleghi di partito prendere una strada diversa, ribadendo la propria fedeltà al Movimento: «La lealtà si dimostra soprattutto quando restare è più difficile che andare via».

 

La replica di La Vardera
La risposta di Ismaele La Vardera non si è fatta attendere. Il deputato regionale di Controcorrente respinge le accuse e accusa a sua volta Sunseri di aver raccontato una «bugia enorme».

La Vardera contesta infatti l'affermazione secondo cui non avrebbe partecipato al tavolo della coalizione, spiegando che Controcorrente era regolarmente rappresentata dal coordinatore regionale e dal responsabile organizzativo del movimento. «Io non sono il segretario regionale, ognuno di noi ha il suo ruolo», scrive.

Il leader di Controcorrente ribalta quindi le accuse, sostenendo di essere da mesi bersaglio degli attacchi del deputato pentastellato: «Lei cerca lo scontro con il sottoscritto dimenticando che io non sono Schifani. Mi ha dedicato più post di quanti ne abbia dedicati al presidente della Regione», afferma.

Sulla questione della fiducia tra alleati, La Vardera invita invece a discutere nelle sedi politiche appropriate e rilancia la proposta che i tavoli regionali della coalizione si svolgano in diretta streaming, richiamando una storica battaglia del fondatore del M5S.

Infine affronta direttamente il tema del passaggio dei due deputati a Controcorrente: «Più che chiedere perché non sono restati, mi chiederei perché sono andati», osserva, aggiungendo che, se un domani il suo movimento dovesse crescere in Assemblea regionale, non impedirà ai propri deputati di lasciare il gruppo qualora ne avessero valide motivazioni.

Nel finale della replica, La Vardera ricorda inoltre che in passato esponenti di primo piano del Movimento 5 Stelle avrebbero cercato di coinvolgerlo nelle proprie fila, sottolineando come anche il M5S abbia accolto, negli anni, amministratori provenienti da altre forze politiche.

Il botta e risposta certifica così un nuovo momento di tensione all'interno del campo dell'opposizione siciliana, proprio mentre i partiti sono impegnati a costruire il percorso che dovrebbe portarli uniti alle prossime elezioni regionali.