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01/07/2026 06:00:00

Campo largo in Sicilia, prove di unità: ma già spuntano divisioni

Lunedì pomeriggio il campo largo regionale si è riunito a Palermo con un obiettivo chiaro: le Regionali del 2027. Le forze politiche presenti andavano dal Pd al M5S, da Italia Viva al Psi, da Avs a Progetto Civico Italia. Presenti anche +Europa, +Uno, Sinistra Futura e Spazio Civico.

 

I temi del confronto erano tutti sul tavolo: acqua, sanità, sicurezza, scuola. Questioni centrali per la Sicilia che verrà.

L’intento dell’unità c’è, ma praticarla sarà la vera sfida. Costruire l’alternativa a parole o attorno a un tavolo è una promessa, ma la concretezza passa da un nome forte da candidare alla presidenza della Regione e, soprattutto, da liste capaci di raccogliere consenso nei territori. E attorno a quel tavolo, già, qualche vuoto si nota.

 

La Vardera: assente ma presente

Il deputato regionale e leader di Controcorrente è candidato. Non arretra, non parla di primarie né di sintesi tra le varie anime del campo largo. Lui c’è, e i suoi alleati dovranno farci i conti. A dimostrazione che a dettare la linea è anche la presenza del gruppo Controcorrente all’Ars.

Mentre il campo progressista era riunito, il M5S perdeva due esponenti regionali: Carlo Gilistro e José Marano. La Vardera, insomma, non si ferma. Non teme i venti contrari all’interno della coalizione di centrosinistra e ha deciso che scenderà in campo.

Con questa candidatura dovranno confrontarsi i rappresentanti del campo largo, che, almeno per ora, hanno rinunciato alle primarie.

Il post su Facebook di La Vardera è chiaro:
“La Sicilia ci chiede di occuparci di problemi concreti ed è stufa del toto-nomi. La discussione è se io sia disponibile a fare un passo indietro in cambio di una candidatura a sindaco o posti blindati. Possiamo criticare i metodi di Schifani e poi comportarci allo stesso modo? Se qualcuno pensa di prendermi per la gola non ha capito che il sogno che stiamo creando non si ferma alzando il prezzo”.

 

Nota congiunta

È il Pd a tentare di tenere insieme la coalizione, partendo dalla comunicazione. La nota diffusa congiuntamente richiama la centralità dell’unità per offrire un progetto credibile:

“Nel corso della riunione si è condiviso un percorso che deve vedere, da subito, il campo progressista impegnato in ogni Comune, in ogni piazza, provincia per provincia, in una fase di ascolto, costruzione e confronto con le parti sociali, con le categorie produttive, coinvolgendo movimenti giovanili e associazioni. Gli argomenti su cui costruire il programma, che vengono prima dei nomi, sono: legalità e giustizia sociale; sanità vicina al cittadino e non alla politica; acqua pubblica; gestione dei rifiuti orientata alla differenziata; politiche green; interventi per giovani e istruzione”.

Al tavolo erano presenti: Anthony Barbagallo (Pd), Nuccio Di Paola (M5S), Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone (Avs), Toni Costumati (Italia Viva-Casa Riformista), Miguel Donegani e Gandolfo Lo Verde (Controcorrente), Palmira Mancuso (+Europa), Giuseppe Bruno (+Uno), Nino Oddo (Psi), Carmelo Miceli e Antonio Ferrante (Progetto Civico), Giovanni Scicolone (Spazio Civico), Pippo Zappulla (Sinistra Futura).

 

Variabile Cracolici

Il presidente della Commissione Antimafia all’Ars, Antonello Cracolici, non esclude una propria candidatura alla presidenza della Regione. In un’intervista a Live Sicilia ha dichiarato:
“Nella mia vita non mi sono mai tirato indietro. Fare il presidente della Regione è una sfida che fa tremare i polsi. Prima però bisogna capire come si vuole agire e quale visione si ha. Io ho idee chiarissime al riguardo”.

 

In campo Abramo

A Palermo Emiliano Abramo ha presentato il movimento “I Solidali”. Non un partito, ma un progetto che guarda già alle Regionali del 2027.

Abramo, volto della Comunità di Sant’Egidio, si colloca nell’area di centrosinistra. E c’è già chi lo indica come possibile candidato alla presidenza della Regione. Un altro nome, un’altra partita aperta.