«Non basta un solo nome per vincere le elezioni: serve costruire una nuova classe dirigente partendo da chi ha dimostrato di saper amministrare nei territori». È questo il messaggio lanciato da Domenico Surdi, esponente del Movimento 5 Stelle e sindaco di Alcamo per dieci anni, che interviene nel dibattito in vista delle prossime elezioni regionali in Sicilia.
Per Surdi, «il campo largo ha la responsabilità di vincere le prossime elezioni in Sicilia, ma per farlo serve il coraggio di mettere da parte gli individualismi e coinvolgere concretamente i giovani siciliani e le componenti civiche».
L'ex primo cittadino alcamese sottolinea come, mentre «assistiamo ogni giorno allo sgretolarsi del centrodestra guidato da Renato Schifani», le forze di opposizione «continuano a viaggiare ancora in ordine sparso».
Da qui l'appello a cambiare metodo: «Non si commetta l'errore di chiudersi nelle segreterie: serve aprire alla partecipazione più ampia possibile, avviando un percorso condiviso che porti a una candidatura autorevole, capace di fare sintesi».
Surdi riconosce anche il contributo di alcune realtà politiche che stanno animando il dibattito: «Va dato atto a Controcorrente di aver rimesso in circolo energia propulsiva, ma questo non basta». Secondo l'esponente pentastellato, «per vincere davvero serve maturare una visione credibile di governo, partendo da temi irrinunciabili come legalità, trasparenza, giustizia sociale, ambiente e acqua pubblica».
Infine, il riferimento al ruolo del Movimento 5 Stelle: «Il M5S deve giocare un ruolo decisivo in questa partita recuperando il contatto con il popolo, forte della sua storia, delle battaglie fatte e dell'esperienza maturata al governo e alla guida di importanti Regioni e Comuni».