Doveva essere soltanto un atterraggio alternativo. Si è trasformato invece in una notte di disagi, rabbia e attese interminabili per centinaia di passeggeri rimasti bloccati all'aeroporto di Trapani Birgi dopo la chiusura dello spazio aereo di Catania, causata dalla nuova intensa attività eruttiva dell'Etna.
La foto che si vede in questo articolo, pubblicata da La Sicilia, è eloquente. Molti viaggiatori, dirottati da voli Ryanair diretti a Fontanarossa, hanno trascorso la notte nello scalo trapanese dormendo a terra o sulle poltrone, avvolti nelle coperte termiche distribuite dalla Protezione civile e con una bottiglietta d'acqua come unica assistenza immediata. Solo alle prime luci dell'alba sono arrivati gli autobus destinati a trasferirli verso Catania.
"Ci hanno lasciati tutta la notte in aeroporto"
Le testimonianze raccolte raccontano ore di grande esasperazione: «Siamo rimasti tutta la notte in aeroporto. Due autobus sono partiti subito, ma gli altri sono arrivati soltanto questa mattina. Eravamo quasi 1.400 persone. L'unica assistenza è stata una bottiglietta d'acqua e qualche coperta termica. Nel 2026 è inaccettabile essere trattati così».
La promessa degli autobus arrivati solo all'alba
Già alla partenza il personale di terra aveva avvisato i passeggeri della possibile impossibilità di atterrare a Catania. Durante il volo è arrivata la comunicazione del dirottamento a Trapani, accompagnata dalla rassicurazione che sarebbero stati predisposti autobus per raggiungere Fontanarossa.
Una volta atterrati, però, la realtà si è rivelata ben diversa.
Alle 00.21 Ryanair ha inviato un messaggio ai passeggeri annunciando che gli autobus sarebbero arrivati alle 6 del mattino. Da quel momento centinaia di persone sono rimaste in attesa nello scalo.
Molti hanno cercato soluzioni autonome, prenotando alberghi o taxi pur di raggiungere Catania.
Protezione civile in aiuto dei passeggeri
Nel cuore della notte è intervenuta la Protezione civile regionale, che ha distribuito acqua e coperte termiche. Sono arrivate anche tre ambulanze per assistere alcuni passeggeri con particolari necessità sanitarie, tra cui persone diabetiche che avevano bisogno dell'insulina.
Chi è rimasto in aeroporto ha dormito dove ha potuto, tra sedie, pavimenti e aree d'attesa, fino all'arrivo, graduale, dei pullman nelle prime ore della mattina: «Il personale dell'aeroporto di Trapani ha fatto tutto il possibile per fornire informazioni quando ne aveva. E anche i servizi di pulizia hanno continuato a lavorare senza sosta, nonostante la presenza di centinaia di persone».
La Regione: "Attivato il coordinamento di emergenza"
La Regione Siciliana, dopo la chiusura dello scalo di Catania, ha attivato un piano straordinario per limitare i disagi.
Sono stati predisposti:
autobus dagli aeroporti di Trapani-Birgi e Palermo-Punta Raisi verso Catania;
un servizio di transfer dall'aeroporto di Comiso;
due treni straordinari Palermo-Messina-Catania, con 600 e 500 posti, in partenza alle 10.15 e alle 16.45 da Palermo Centrale.
Secondo il presidente della Regione, Renato Schifani, «la Regione c'è» e continuerà a monitorare la situazione fino alla completa riapertura dell'aeroporto di Catania.
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Aricò, ha spiegato che il coordinamento con Ast, Trenitalia, consorzi del trasporto pubblico locale e Protezione civile è stato attivato già nella notte per garantire il rientro dei passeggeri dirottati negli altri aeroporti siciliani.
Resta però l'amarezza di chi ha trascorso ore in aeroporto senza informazioni certe. Per molti viaggiatori, l'emergenza legata all'Etna era inevitabile. Meno inevitabile, sostengono, è stato il modo in cui è stata gestita l'assistenza nelle prime ore successive ai dirottamenti.
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