Dopo settimane di tregua, il prezzo dei carburanti torna a salire. È terminato lo sconto temporaneo sulle accise deciso dal Governo e gli effetti iniziano già a vedersi ai distributori, con rincari che riportano soprattutto il gasolio vicino alla soglia psicologica dei 2 euro al litro in autostrada.
L'aumento non è ancora pesante, ma segna un'inversione di tendenza proprio mentre il prezzo del petrolio continua invece a scendere sui mercati internazionali.
Stop allo sconto sulle accise
La misura che aveva alleggerito il costo dei carburanti è scaduta nei giorni scorsi e il Governo ha deciso di non prorogarla.
Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale in modalità self service è tornato a crescere:
· Benzina: 1,820 euro al litro (era 1,803 euro);
· Gasolio: 1,899 euro al litro (era 1,882 euro).
In autostrada i prezzi sono ancora più elevati:
· Benzina: 1,907 euro al litro;
· Gasolio: 1,978 euro al litro, ormai molto vicino ai 2 euro.
Il petrolio scende, ma alla pompa no
Il paradosso è che il rincaro arriva mentre il prezzo del greggio continua a diminuire. Il barile è infatti sceso sotto i 70 dollari, dopo aver superato i 120 dollari appena tre mesi fa durante la fase più acuta della crisi internazionale.
Come spesso accade, però, i ribassi del petrolio si trasferiscono molto lentamente ai distributori, mentre gli aumenti arrivano quasi immediatamente.
Secondo le stime riportate dagli operatori del settore, la fine dello sconto sulle accise comporta un aggravio di circa 3 euro per un pieno.
I benzinai: "Non date la colpa ai gestori"
Le associazioni dei gestori, Faib Confesercenti e Fegica, respingono le accuse di speculazione e puntano il dito contro il mercato illegale dei carburanti.
Secondo le organizzazioni di categoria, ogni anno il commercio irregolare sottrarrebbe allo Stato circa 12 miliardi di euro, una cifra molto superiore alle risorse impiegate finora per contenere il prezzo dei carburanti.
Per i gestori serve una riforma strutturale del settore piuttosto che interventi temporanei come il taglio delle accise.
Possibili nuovi sviluppi
Il Governo non esclude comunque nuovi interventi qualora la situazione internazionale dovesse peggiorare. Molto dipenderà dall'evoluzione delle tensioni geopolitiche e dall'andamento del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio.
Intanto gli automobilisti devono fare i conti con prezzi nuovamente in aumento proprio all'inizio dell'estate, nel periodo in cui milioni di italiani si mettono in viaggio per le vacanze.