«Il Sud sta scomparendo dal calcio professionistico. Bisogna ripartire dai territori». È questo l’allarme lanciato da Pasquale “Uccio” Marino, allenatore marsalese con oltre 700 panchine in carriera, intervistato dal giornalista Franco Esposito per il Corriere dello Sport.
Un’analisi lucida sul momento del calcio italiano, con particolare attenzione alle difficoltà delle realtà meridionali, che negli ultimi anni faticano sempre più a ritagliarsi uno spazio stabile nei campionati professionistici.
“Troppi pochi italiani in Serie A: così i giovani non crescono”
Nell’intervista pubblicata dal Corriere dello Sport, Marino evidenzia il problema della scarsa presenza di calciatori italiani ai massimi livelli.
«Più vai verso l’alto e più gli spazi diminuiscono – spiega il tecnico siciliano –. Nel massimo campionato solo il 30% dei giocatori è italiano. Poi ci lamentiamo che la Nazionale non va ai Mondiali. Per crescere devi giocare con continuità».
Secondo Marino il problema nasce anche dalla mancanza di tempo concesso ai giovani: «Sono stato tre anni all’Udinese e c’erano tanti ragazzi che dovevano affermarsi. Lì veniva dato loro il tempo di crescere. In piazze dove conta solo il risultato, invece, i giovani difficilmente riescono a maturare».
“Il calcio deve tornare vicino ai territori”
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la situazione del calcio nel Mezzogiorno. Marino sottolinea come molte grandi piazze del Sud siano lontane dai vertici del calcio nazionale.
«Al Sud ci sono Lecce e Napoli in Serie A, in Sicilia solo due squadre professionistiche. Mancano soldi e idee», afferma l’allenatore marsalese, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport.
Per Marino la strada è quella di una maggiore attenzione ai territori e a una gestione più lungimirante: «Bisogna saper spendere le risorse e affidarsi alle persone giuste. Il calcio deve essere più vicino ai territori, i giovani vanno aiutati. Io preferisco le proprietà italiane ai fondi stranieri».
Il modello Frosinone e il rimpianto della Salernitana
Tra gli esempi virtuosi citati da Marino c’è il Frosinone Calcio, società nella quale il tecnico ha lavorato e che considera un modello organizzativo.
«Il Frosinone è un esempio. La gestione è stata sempre esemplare e ha dimostrato di avere idee», ha raccontato.
Un capitolo ancora aperto resta invece quello della retrocessione con la US Salernitana 1919, episodio che Marino ammette di non aver ancora dimenticato. Nell’intervista ricorda il percorso positivo della squadra prima dei playout e il mancato rigore per il fallo su Soriano che, a suo giudizio, avrebbe potuto cambiare il destino della formazione campana.
Una carriera costruita tra Serie A e Serie B
Pasquale Marino, originario di Marsala, vanta una lunga esperienza nel calcio professionistico. Ha allenato in Serie A squadre come Calcio Catania, Udinese Calcio, Parma Calcio 1913 e Genoa CFC, oltre ad aver conquistato una promozione con il Catania.
Oggi Marino vive a Marsala, in attesa di una nuova opportunità professionale, ma continua a guardare con attenzione alle dinamiche del calcio italiano. Il suo messaggio è chiaro: per rilanciare il movimento servono investimenti, competenze e soprattutto la capacità di dare fiducia ai giovani talenti italiani.