Antimafia Ars: “Cosa Nostra senza cupola, ma ancora radicata. Crescono racket, droga e corruzione”
Cosa Nostra non ha più una Cupola stabile, ma non è affatto scomparsa. È una mafia che cambia forma, si adatta, prova a riorganizzarsi e continua a controllare pezzi di territorio, economia e vita pubblica. È il quadro che emerge dalla relazione annuale della Commissione Antimafia dell’Ars, presieduta da Antonello Cracolici, presentata a Palazzo dei Normanni.
Il documento riassume l’attività svolta nel 2025: 47 sedute, cinque inchieste e 45 audizioni con prefetti, forze dell’ordine, magistrati, deputati, giornalisti e amministratori locali.
“La mafia non è una pagina del passato”
Cracolici mette in guardia dal rischio di considerare la mafia un fenomeno superato. “La Commissione antimafia serve a ricordare che la mafia non è una pagina del passato ma un fatto di cronaca”, afferma.
Secondo il presidente, la memoria resta necessaria, ma non basta. “C’è il rischio di parlare di mafia come un fenomeno del passato, sottovalutando la riorganizzazione e la presenza ramificata nelle nostre città”.
Il quadro, rispetto all’anno precedente, appare peggiorato: aumentano la violenza nelle aree urbane, anche con modalità mafiose, e i fenomeni di corruzione tra funzionari e politici.
Il racket cambia funzione
Uno dei punti più significativi riguarda il racket. Secondo la relazione, il pizzo non serve più soltanto a finanziare l’organizzazione criminale. Ha anche un valore simbolico: serve a riaffermare il controllo del territorio.
Le somme richieste possono essere anche modeste, ma l’obiettivo è costringere commercianti e imprenditori a riconoscere l’autorità dell’organizzazione mafiosa.
Il problema è aggravato dal crollo delle denunce. La Commissione parla di denunce “scarsissime, quasi nulle”. Spesso gli investigatori scoprono fenomeni estorsivi solo nell’ambito di altre indagini, non per iniziativa diretta delle vittime.
Sempre più frequente anche l’imposizione di forniture o di assunzioni di personale segnalato dall’organizzazione mafiosa.
Droga, armi e boss scarcerati
La principale fonte di guadagno resta il traffico di droga. La relazione segnala la diffusione sempre più capillare del crack, non più limitata a Palermo e Catania ma estesa anche ad altre zone dell’Isola.
Cosa Nostra, nel settore degli stupefacenti, consolida rapporti con altre organizzazioni criminali, in particolare con la ’Ndrangheta e con gruppi attivi all’estero.
Preoccupa anche la disponibilità di armi da guerra nelle province siciliane, utilizzate con finalità dimostrative e intimidatorie. Un tema tornato di attualità dopo diversi episodi di sparatorie con kalashnikov.
Altro nodo è il ritorno in libertà di alcuni boss condannati tra gli anni Novanta e Duemila, che hanno finito di scontare la pena. Secondo la Commissione, alcuni di loro sono riusciti a reinserirsi nelle reti criminali, mantenendo rapporti con ambienti economici e istituzionali.
Carceri e cellulari
La relazione segnala anche il problema dei cellulari introdotti illegalmente nelle carceri, che consentono ai boss detenuti di continuare a esercitare un ruolo di comando.
Per questo la Commissione chiede un rafforzamento urgente delle misure di contrasto a un fenomeno definito grave e preoccupante.
Politica vulnerabile e anticorruzione debole
Cracolici lega la diffusione della criminalità anche alla fragilità della politica. “Se è così diffusa la corruzione e la violenza nelle nostre città è perché la politica è vulnerabile, perde autorevolezza ogni giorno di più”, afferma.
Duro anche l’intervento della deputata Roberta Schillaci, segretaria della Commissione. “Sul fronte della lotta alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose, la Regione ha le armi spuntate”, dice, denunciando la debolezza dell’ufficio anticorruzione regionale e le criticità nella gestione degli appalti.
Schillaci richiama anche il tema della rotazione dei Rup e delle nomine negli affidamenti pubblici, considerate un punto sensibile per prevenire fenomeni corruttivi.
Le cinque inchieste della Commissione
La relazione passa in rassegna anche le cinque inchieste svolte dalla Commissione. Tra i dossier ci sono la gestione dei beni confiscati, le audizioni con i giornalisti che raccontano le mafie, il rischio di infiltrazioni nella gestione dei beni demaniali in concessione e le criticità nell’affidamento del servizio regionale di elisoccorso.
Sui beni confiscati emerge un allarme particolare: la Sicilia concentra oltre la metà dei beni sottratti alle mafie in Italia, ma spesso mancano risorse per il loro recupero e riuso sociale.
Nel caso Mondello, dopo la segnalazione del deputato Ismaele La Vardera, la Commissione ha chiesto la revoca della concessione demaniale alla società che gestisce il lido e maggiori verifiche della Regione sui concessionari di beni demaniali.
Sull’elisoccorso, invece, l’inchiesta ha evidenziato criticità nell’assegnazione degli incarichi e nel sistema regionale di prevenzione della corruzione. La Commissione chiede al governo regionale più personale, una riforma del sistema anticorruzione e l’applicazione effettiva del principio di rotazione negli incarichi pubblici.
La relazione approderà in Aula entro la fine di luglio. L’obiettivo, dice Cracolici, non è solo approvare formalmente il documento, ma “suscitare una reazione dentro e fuori il Palazzo”.
Giorgia Meloni anticipa la visita a Palermo per vedere la Croma di Falcone
La premier Giorgia Meloni anticipa la sua visita a Palermo lunedì 13 luglio, alla vigilia del Festino di Santa Rosalia. Una visita breve ma dal forte valore simbolico, alla quale la premier attribuisce particolare importanza, soprattutto...
Automondo Kia porta alle Egadi il nuovo PV5 elettrico per l’Area...
Un nuovo e concreto passo avanti verso la sostenibilità ambientale e la tutela del territorio arriva nelle Isole Egadi. Presso la sede dell'Area Marina Protetta è stato infatti consegnato ufficialmente il nuovo Kia...
Antimafia Ars: “Cosa Nostra senza cupola, ma ancora radicata. Crescono racket, droga e corruzione”
Cosa Nostra non ha più una Cupola stabile, ma non è affatto scomparsa. È una mafia che cambia forma, si adatta, prova a riorganizzarsi e continua a controllare pezzi di territorio, economia e vita pubblica. È il quadro...
A Selinunte musica, parole e voci per Paolo Borsellino e gli agenti...
Davide Shorty, Daria Biancardi, Nick The Nightfly, Jorge Luis Pacheco, Claudio Casisa, Corrado Fortuna, Silvia Francese, Antonella SchiròSELINUNTE. Trentaquattro anni dopo la strage di via D'Amelio, il punto non...
Sezioni
