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09/07/2026 07:00:00

Trapani, lo sfogo di una commerciante: "Ogni giorno sempre meno clienti"

"Ogni giorno apro il negozio e vedo sempre meno gente".

Comincia così il lungo sfogo pubblicato su TikTok da una commerciante del centro storico di Trapani. Non ci sono slogan né accuse gridate. 

C'è solo Cetty, che accende la telecamera del telefono e, per oltre dieci minuti, racconta la sua quotidianità dietro il bancone. 

Parla di clienti che diminuiscono, di pezzi di rosticceria che restano nella vetrina in attesa di essere scelti dal cliente affezionato. Che però, oggi, non è tornato. 

Parla di un'attività sempre più difficile da sostenere e di un centro storico che, ai suoi occhi, sta cambiando.

 

Il video non nasce da una mobilitazione organizzata né da una presa di posizione collettiva. È il racconto spontaneo di chi ogni giorno alza una saracinesca e misura la salute della città attraverso un indicatore molto concreto: il numero di persone che entrano in negozio.

Eppure il contenuto dello sfogo richiama temi che da tempo animano il dibattito cittadino.

Negli ultimi mesi, una parte dei commercianti del centro storico ha espresso crescente preoccupazione per alcune scelte dell'amministrazione. 

Le discussioni sul piano acustico hanno visto contrapporsi l'esigenza di tutelare il diritto al riposo dei residenti e quella di garantire la vitalità economica delle attività legate alla ristorazione e all'intrattenimento. Un equilibrio difficile, che continua a dividere.

 

A questo si è aggiunto il confronto sul progetto del Bus Rapid Transit. Pur trattandosi di un'infrastruttura finanziata con risorse del PNRR e pensata per riorganizzare la mobilità urbana, diversi operatori economici temono che la riduzione di parcheggi e le modifiche alla circolazione possano scoraggiare ulteriormente l'accesso al centro storico, soprattutto da parte di chi arriva dai quartieri periferici o dai comuni vicini per fare acquisti.

 

Ma c'è anche un elemento meno visibile e più profondo. 

Negli ultimi anni il centro storico di Trapani ha vissuto una trasformazione significativa: da un lato la crescita del turismo e delle strutture ricettive, dall'altro le difficoltà di molte attività tradizionali, strette tra l'aumento dei costi di gestione, il commercio online, il calo della clientela residente e nuove abitudini di consumo. Una dinamica comune a molte città italiane, ma che a Trapani si intreccia con il dibattito sulla mobilità, sui cantieri e sulla gestione degli spazi pubblici.

 

È in questo contesto che il racconto di Cetty assume un significato che va oltre la singola esperienza. Da solo non basta a fotografare lo stato di salute del commercio trapanese. Ci sono attività che crescono, altre che investono e un turismo che continua a rappresentare una risorsa importante per la città. Ma proprio per questo quelle parole meritano di essere ascoltate: perché riportano al centro un interrogativo che da mesi attraversa il dibattito pubblico.

 

Le polemiche sul piano acustico, le preoccupazioni per il Bus Rapid Transit, le richieste degli esercenti e, adesso, questo lungo sfogo sui social sembrano vicende distinte. In realtà hanno un filo conduttore comune. Parlano del rapporto, sempre più delicato, tra le trasformazioni urbanistiche, la vivibilità del centro storico e la tenuta del suo tessuto economico.

 

La domanda, allora, va oltre il destino di una singola attività commerciale. Riguarda il modello di città che Trapani intende costruire. Una città capace di attrarre turisti senza perdere il proprio commercio di prossimità. Una città che sappia conciliare il diritto al riposo dei residenti con la vitalità delle sue piazze. Una città che investe nella mobilità senza rendere più difficile raggiungere il suo cuore antico.

Perché un centro storico non vive soltanto di monumenti, eventi o presenze turistiche. Vive soprattutto delle persone che, ogni mattina, alzano una saracinesca, accendono le luci del proprio negozio e continuano a credere che quel quartiere abbia ancora un futuro. È questa, forse, la domanda che il video di Cetty consegna alla città: mentre Trapani cambia volto, chi si sta occupando di chi quel centro storico lo tiene vivo ogni giorno dell'anno?