Acireale, il peschereccio che ha fermato la pesca per salvare sedici naufraghi
Li hanno avvistati a occhio nudo mentre stavano ritirando il palangaro e non ci hanno pensato nemmeno un minuto, hanno agito d'istinto.
D'altronde, è quello che fanno i marinai quando incontrano qualcuno in difficoltà, in mare si salvano tutti.
Ed è quello che hanno fatto due giorni fa alcuni pescatori di Acireale, salvare 16 naufraghi.
L'equipaggio del peschereccio Mathias, partito da Santa Maria La Scala, borgo marinaro di Acireale, ha rispettato questa legge senza esitazioni quando, durante una battuta di pesca nelle acque a sud di Malta, ha avvistato una piccola imbarcazione alla deriva con sedici migranti a bordo, quasi tutti minorenni. Non hanno fatto calcoli: hanno fermato il lavoro, si sono avvicinati al natante ed hanno tratto in salvo 16 persone.
Anche se questo poteva significare mettere a repentaglio il pescato o contravvenire a qualche decreto. Chi il mare lo vive davvero sa che esiste una gerarchia che nessun governo e nessuna campagna elettorale possono sovvertire, che è quella della vita umana.
I giovani naufraghi provenivano, secondo quanto riferito dai familiari dell'equipaggio, da Sudan ed Etiopia. Erano senza carburante da circa due giorni, non mangiavano da una settimana e uno di loro era già svenuto per la disidratazione. Tra i sedici c'era anche un bambino di appena un anno, al quale i pescatori hanno dato latte e pane. Poi hanno chiamato la Guardia costiera italiana e hanno quindi, atteso, come si deve fare in questi casi, l’arrivo delle autorità competenti.
Il Mathias è impegnato da aprile nella tradizionale pesca d'altura e rientrerà in Sicilia soltanto alla fine di agosto.
A bordo lavorano sette uomini: i comandanti Giuseppe Patanè e Venerando Celestino, insieme ai marinai Daniele Celestino, Giuseppe Pappalardo, Giuseppe Fichera, Antonino Patanè e Bahri Khassouma, cittadino italiano di origine tunisina che, parlando arabo, ha facilitato la comunicazione con i naufraghi. Un equipaggio unito dall'esperienza del mare e da un riflesso antico: aiutare chi rischia di morire.
Da anni il Mediterraneo centrale è diventato il confine più mortale del pianeta.
Migliaia di persone continuano a morire lungo una rotta che separa poche centinaia di chilometri di mare da due mondi profondamente diseguali.
Non è una fatalità geografica, ma il risultato di scelte politiche, diplomatiche e internazionali che hanno progressivamente spostato l'attenzione dalla ricerca e soccorso al controllo delle frontiere.
Una strategia che può essere discussa, sostenuta o contestata, ma che non può cancellare un principio elementare: quando una persona sta annegando non esistono categorie, ma soltanto esseri umani.
Per questo il gesto del Mathias assume un valore che va oltre il salvataggio di sedici vite. Ricorda che esiste ancora un'umanità capace di precedere il dibattito pubblico.
L'episodio assume un valore simbolico anche per la coincidenza con la visita di Papa Leone XIV a Lampedusa. Mentre il Pontefice pregava nel luogo che più di ogni altro rappresenta il dramma delle migrazioni nel Mediterraneo, i pescatori siciliani, ignari di quelle parole, stavano traducendo lo stesso messaggio evangelico in un gesto concreto: "avevo fame e mi avete dato da mangiare".
La visita del Papa ha riportato al centro dell'attenzione il tema delle morti in mare e della responsabilità collettiva davanti alle tragedie delle rotte migratorie.
Il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha definito la visita del Santo Padre "un forte segno evangelico, sociale e umano", sottolineando come la Chiesa sia chiamata a stare accanto a chi fugge da guerre, violenze e povertà "nel rispetto della dignità della persona e della legalità".
Parole che, secondo il presule, trovano piena espressione proprio nel comportamento dell'equipaggio del Mathias.
La storia di questi sette pescatori ricorda una verità che nel Mediterraneo esiste da secoli e che il diritto internazionale continua a riconoscere, il soccorso in mare non è una scelta politica, ma un dovere: prima si salva, poi si dicute.
Valentina Colli
Acireale, il peschereccio che ha fermato la pesca per salvare sedici naufraghi
Li hanno avvistati a occhio nudo mentre stavano ritirando il palangaro e non ci hanno pensato nemmeno un minuto, hanno agito d'istinto. D'altronde, è quello che fanno i marinai quando incontrano qualcuno in difficoltà, in...
Automondo Kia porta alle Egadi il nuovo PV5 elettrico per l’Area...
Un nuovo e concreto passo avanti verso la sostenibilità ambientale e la tutela del territorio arriva nelle Isole Egadi. Presso la sede dell'Area Marina Protetta è stato infatti consegnato ufficialmente il nuovo Kia...
Papa Leone a Lampedusa, il grido del Mediterraneo e l'appello all'Europa: "Non passate oltre"
Ci sono luoghi che diventano simboli. Lampedusa è uno di questi. Da oltre trent'anni rappresenta la frontiera più esposta dell'Europa, il punto in cui speranza e tragedia si incontrano ogni giorno. Con la visita di Papa...
A Selinunte musica, parole e voci per Paolo Borsellino e gli agenti...
Davide Shorty, Daria Biancardi, Nick The Nightfly, Jorge Luis Pacheco, Claudio Casisa, Corrado Fortuna, Silvia Francese, Antonella SchiròSELINUNTE. Trentaquattro anni dopo la strage di via D'Amelio, il punto non...
Sezioni
