Due ore di coda per percorrere pochi chilometri, automobilisti costretti a fare inversione e a deviare verso Valderice, proteste sui social e polemiche politiche. La mattinata di ieri sulla Strada Provinciale 20, tra Pizzolungo e Trapani, è stata un vero incubo per centinaia di pendolari. Ma cosa è accaduto davvero?
La risposta arriva dagli atti del Libero Consorzio Comunale di Trapani, che spiegano come quei rallentamenti fossero legati a una serie di indagini tecniche urgenti sulla stabilità della strada, dopo i cedimenti registrati nei mesi scorsi.
Perché sono stati eseguiti i controlli
Non si trattava di lavori di manutenzione ordinaria, ma di indagini geognostiche disposte dal Libero Consorzio sulla SP20, nel tratto iniziale della litoranea, per verificare le condizioni del sottosuolo e del ponte sul canale di gronda.
La relazione tecnica dell'ente evidenzia che il moto ondoso continua a erodere il terreno sotto la carreggiata, provocando cedimenti della struttura di fondazione e del piano stradale. Proprio questa situazione aveva già causato, nelle scorse settimane, la formazione di un'importante voragine sull'asfalto. Per questo sono stati affidati rilievi con georadar, tomografie del sottosuolo e prove di carico sul ponte, con un investimento di oltre 28 mila euro.
L'obiettivo è individuare eventuali vuoti sotterranei e situazioni di pericolo prima che possano verificarsi nuovi cedimenti.
Le code e le proteste
Le verifiche hanno richiesto l'occupazione della carreggiata e il traffico è rapidamente andato in crisi.
Le segnalazioni arrivate a Tp24 parlavano di colonne di auto già dalle prime ore della mattina, con tempi di percorrenza arrivati fino a due ore tra Bonagia e Trapani.
Molti automobilisti hanno preferito rinunciare e raggiungere il capoluogo passando dalla strada di Valderice.
A denunciare i disagi è stato anche il consigliere comunale di opposizione Vincenzo Maltese, che ha definito "legittime" le proteste dei cittadini, pur riconoscendo la necessità delle verifiche dopo i cedimenti dei mesi scorsi.
Secondo Maltese, il problema non sarebbe stato l'intervento tecnico, ma l'assenza di una pianificazione della viabilità e soprattutto di una comunicazione preventiva ai residenti.
Lo scontro sulla comunicazione
Alle accuse ha replicato indirettamente il Comune di Erice.
Da Palazzo Municipale è stato precisato che l'amministrazione non aveva ricevuto alcun preavviso dal Libero Consorzio sull'esecuzione delle indagini.
Successivamente è intervenuta anche la sindaca Daniela Toscano, chiarendo che gli interventi sono stati programmati esclusivamente dal Libero Consorzio, proprietario della strada.
«Se avessimo avuto contezza preventivamente di tali interventi – ha spiegato – avremmo collaborato alla gestione della viabilità, individuando percorsi alternativi e informando la cittadinanza».
Intorno alle 10 la situazione è progressivamente tornata alla normalità.
Le verifiche continuano
Le indagini, però, non sono concluse.
Anzi, il Libero Consorzio ha già disposto un nuovo provvedimento: dalle ore 24 di oggi, 9 luglio, fino alle 4 del mattino del 10 luglio, la SP20 sarà completamente chiusa al traffico all'altezza del ponte sul canale di gronda, al chilometro 1+100, per consentire le prove statiche sulla struttura. Il percorso alternativo sarà la SS187.
Si tratta dell'ultima fase della campagna di verifiche che dovrà stabilire le reali condizioni della strada costiera e consentire al Libero Consorzio di programmare gli eventuali interventi necessari per mettere in sicurezza uno degli assi viari più importanti del litorale trapanese.