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10/07/2026 17:35:00

Trapani perde eventi e Fratelli d'Italia attacca il Comune

Il caso Stragusto, le difficoltà denunciate da associazioni e organizzatori, il malcontento di chi da anni anima la vita culturale della città: per Fratelli d'Italia non si tratta più di episodi isolati, ma del sintomo di un rapporto ormai logorato tra Palazzo d'Alì e il Terzo Settore.

 

A lanciare l'allarme è Michele Ritondo, esponente di Fratelli d'Italia Trapani, che interviene dopo settimane segnate dalle polemiche sulla cancellazione di manifestazioni storiche e dal dibattito sul futuro degli eventi cittadini.

"Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un fenomeno che non può lasciarci indifferenti: alcune realtà associative e diversi organizzatori hanno rinunciato a promuovere iniziative che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento per la nostra comunità", afferma Ritondo.

Secondo l'esponente del partito di Giorgia Meloni, la rinuncia a organizzare eventi non rappresenta soltanto una perdita culturale, ma produce effetti concreti sull'economia cittadina.

"Ogni evento che scompare è un'occasione persa di incontro, partecipazione e crescita sociale, culturale ed economica. Abbiamo gli arrivi turistici, ma non offriamo nulla. Saltano investimenti, assunzioni e si danneggia l'immagine di una città che avrebbe tutte le carte in regola per essere indimenticabile".

 

Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto già particolarmente acceso. 

Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere l'annullamento dell'edizione 2026 di Stragusto, storico festival internazionale del cibo di strada nato nel 2009 e diventato uno degli appuntamenti simbolo dell'estate trapanese. L'organizzatore Paolo Salerno ha attribuito la decisione all'incertezza sui tempi della riqualificazione di piazza Mercato del Pesce e alla mancanza di risposte definitive da parte dell'amministrazione comunale. Una vicenda che ha riaperto il confronto sulla capacità della città di programmare gli eventi e di dialogare con chi li organizza. 

 

Ma Stragusto non è l'unico elemento del dibattito. Nelle ultime settimane anche commercianti e operatori del centro storico hanno manifestato crescente preoccupazione per il clima di incertezza legato ai grandi eventi, alla viabilità e alla programmazione estiva, chiedendo maggiore confronto con Palazzo d'Alì.

Per Ritondo il nodo centrale è proprio il rapporto con il mondo dell'associazionismo.

"Il Terzo Settore è fatto di donne e uomini che dedicano tempo, competenze e passione alla collettività. Sono loro che animano i quartieri, sostengono le persone più fragili, promuovono cultura, sport, solidarietà e tradizioni. Senza questo patrimonio umano Trapani diventa inevitabilmente una città più povera".

 

L'esponente di Fratelli d'Italia ritiene che non sia più sufficiente archiviare quanto sta accadendo come una semplice incomprensione.

"Quando chi organizza, chi fa volontariato o chi investe negli eventi smette di crederci, è il momento di aprire un confronto vero e ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e società civile. Il Comune deve essere un interlocutore presente, capace di ascoltare, semplificare e collaborare".

 

Da qui la proposta politica annunciata dal Dipartimento Terzo Settore di Fratelli d'Italia. Il partito avvierà una serie di incontri con associazioni e organizzatori di eventi per raccogliere criticità e suggerimenti da trasformare in un documento da consegnare al gruppo consiliare.

"Non ci interessa alimentare polemiche fini a sé stesse, ma difendere chi ogni giorno rende viva Trapani è per noi una priorità", conclude Ritondo. 

"L'obiettivo è restituire centralità al Terzo Settore e a tutte le realtà che investono risorse nell'organizzazione degli eventi. Una città che perde il rapporto con quello che dovrebbe essere il suo migliore alleato rallenta inevitabilmente il proprio sviluppo".