Droga nella "Trapani bene", la Cassazione conferma gran parte delle condanne
La Cassazione mette un punto, almeno in parte, sul processo alla cosiddetta "Trapani bene", l'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha svelato una vasta organizzazione dedita al traffico di cocaina e hashish tra professionisti, imprenditori e frequentatori della movida trapanese.
La Quarta sezione penale della Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibili la maggior parte dei ricorsi, rendendo definitive le condanne per cinque imputati, tra cui i presunti vertici dell'organizzazione Massimiliano Voi e Mariano Galia. Solo due posizioni tornano davanti alla Corte d'Appello di Palermo.
Annullamenti per Crispino Erice e Baiata
La Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio della sentenza nei confronti di Crispino Erice, per il quale dovrà celebrarsi un nuovo giudizio davanti a un'altra sezione della Corte d'Appello di Palermo.
Diversa la posizione di Annibale Baiata: per lui è stato annullato esclusivamente il trattamento sanzionatorio. La responsabilità penale resta dunque confermata, ma la Corte d'Appello dovrà rideterminare la pena.
Per il resto, il ricorso di Baiata è stato rigettato.
Diventano definitive le condanne dei vertici
Sono stati invece dichiarati inammissibili i ricorsi presentati da Giuseppe Rinaudo, Massimiliano Voi, Mariano Galia, Francesco Salerno e Antonio Voi.
Per loro le condanne diventano definitive. La Cassazione li ha inoltre condannati al pagamento delle spese processuali e di 3 mila euro ciascuno a favore della Cassa delle Ammende.
L'inchiesta sulla rete di spaccio
L'indagine, avviata dalla Squadra Mobile di Trapani e coordinata dalla Dda di Palermo, aveva ricostruito un'organizzazione che importava cocaina e hashish dalla Calabria e dalla Campania attraverso una rete di fornitori, per poi distribuire la droga nel Trapanese.
Secondo l'accusa, il gruppo disponeva anche di una base logistica in via Niso, utilizzata per lo stoccaggio e lo smistamento degli stupefacenti. A dirigere l'organizzazione sarebbero stati Massimiliano Voi e Mariano Galia, che organizzavano personalmente i viaggi per l'approvvigionamento della droga.
L'inchiesta era diventata nota come quella della "Trapani bene" perché tra gli acquirenti figuravano anche professionisti, imprenditori e frequentatori dei locali della movida cittadina. Le intercettazioni avevano restituito anche un linguaggio in codice utilizzato dagli indagati per riferirsi alle partite di droga e agli spostamenti necessari per procurarsele.
Cosa cambia dopo la Cassazione
La decisione della Suprema Corte conferma quindi l'impianto accusatorio già riconosciuto nei precedenti gradi di giudizio e rende irrevocabili le condanne per i principali imputati.
Restano aperte soltanto le posizioni di Crispino Erice, il cui processo dovrà essere rifatto in Appello, e di Annibale Baiata, limitatamente alla rideterminazione della pena. Tutte le altre condanne passano invece in giudicato.
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