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12/07/2026 11:03:00

Alluvioni a Trapani, cambia tutto: la Regione riconosce il rischio idraulico

Per la prima volta la Regione Siciliana riconosce ufficialmente che il centro Trapani è esposta al rischio idraulico. 

Un cambiamento destinato ad avere effetti concreti sulla pianificazione urbanistica e sull'accesso ai finanziamenti pubblici, che arriva dopo anni di allagamenti e polemiche sulla reale vulnerabilità della città.

 

L'Autorità di Bacino ha infatti aggiornato il Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI), modificando una situazione che fino a pochi giorni fa appariva paradossale: nonostante gli eventi alluvionali che hanno colpito Trapani negli ultimi anni, le mappe regionali classificavano il centro urbano come un'area praticamente priva di rischio. Anche il Piano di gestione del rischio alluvioni sottostimava la pericolosità.

Una classificazione che, di fatto, impediva al Comune di accedere a specifici finanziamenti destinati alla mitigazione del rischio idraulico. 

Se il problema non risultava sulle carte ufficiali, dal punto di vista amministrativo semplicemente non esisteva. Gli allagamenti venivano così ricondotti, spesso, a criticità puntuali della rete di smaltimento, come tombini ostruiti o insufficiente manutenzione.

 

Negli ultimi anni, però, un approfondito studio idraulico elaborato da Technital Spa, coordinato dall'ingegnere Simone Venturini, ha ricostruito un quadro molto diverso. 

L'analisi ha evidenziato come Trapani soffra di una criticità strutturale: la progressiva urbanizzazione avrebbe cancellato o interrotto gli antichi percorsi naturali di deflusso delle acque meteoriche verso il mare, trasformando la città in un sistema privo di adeguati scarichi delle acque bianche. Una condizione resa ancora più critica dall'aumento degli eventi meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici.

Lo studio, arricchito anche dal contributo di tecnici nella ricostruzione dell'antico reticolo idrografico, è stato esaminato dall'Autorità di Bacino che ha deciso di modificare d'ufficio il Piano per l'Assetto Idrogeologico, riconoscendo ufficialmente il rischio idraulico del territorio trapanese.

 

Sulla revisione interviene la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi. 

"Già nel febbraio 2024 avevo chiesto al sindaco Giacomo Tranchida di attivarsi per la revisione del PAI. Oggi gli atti ufficiali confermano ciò che cittadini e tecnici denunciavano da tempo: Trapani è vulnerabile e questa realtà non può più essere ignorata".

 

La parlamentare ricorda anche il lavoro svolto dopo l'alluvione del 2022 per ottenere i ristori alle attività danneggiate, sottolineando come fosse evidente la necessità di passare dalla gestione delle emergenze alla prevenzione. Da qui anche le ripetute osservazioni del Movimento 5 Stelle sul cosiddetto "cumulo degli effetti", cioè l'impatto complessivo di interventi urbanistici e infrastrutturali che potrebbero aggravare l'equilibrio idraulico della città.

 

Tra gli interventi indicati figurano la lottizzazione dell'ex Salina del Collegio, il sottopasso di via Marsala, la RSA di via Virgilio e la strada della ZES, oltre alla progressiva scomparsa degli storici canali naturali di deflusso delle acque. "Il problema di Trapani – sostiene Ciminnisi – non riguarda soltanto una rete fognaria insufficiente, ma anche la perdita dei percorsi naturali attraverso cui l'acqua defluiva verso il mare".

 

L'aggiornamento del PAI cambia significativamente il quadro amministrativo. D'ora in avanti ogni nuova opera pubblica o privata dovrà tenere conto delle aree esposte al rischio di allagamento e adottare misure di mitigazione adeguate. 

Ma soprattutto, il riconoscimento ufficiale della criticità consentirà finalmente di richiedere i finanziamenti necessari per realizzare le opere di messa in sicurezza, stimate in circa 45 milioni di euro.

 

Per Ciminnisi, tuttavia, il percorso è solo all'inizio. "Accogliamo con favore la revisione del Piano, ma restano ancora molte criticità, dal torrente Verderame al ponte crollato tra Paceco e Misiliscemi. Il nuovo PAI non deve restare un documento: adesso bisogna trasformarlo in cantieri e interventi concreti per rendere Trapani una città più sicura".