Nuovo caso di acqua contaminata a Trapani. Il Comune: "Lunedì via alle verifiche"
"Dopo un bambino finito all'ospedale,dopo mesi di paure, emergono ancora analisi che evidenziano una contaminazione microbiologica".
A denunciare nuove contaminazioni nella rete idrica trapanese é Francesca Trapani, ex consigliera comunale del M5S.
L'emergenza idrica che per settimane ha tenuto con il fiato sospeso un'intera parte della città torna quindi ad alimentare le polemiche.
A riaccenderle è la diffusione di un'analisi microbiologica privata eseguita su un campione d'acqua prelevato in un condominio di via Nicolò Fabrizi, una delle strade interessate dall'ordinanza di divieto emanata nei mesi scorsi.
Secondo il rapporto di prova, datato 11 luglio, nel campione sarebbero stati riscontrati 800 unità di Escherichia coli ogni 100 millilitri e 135 Enterococchi ogni 100 millilitri, valori incompatibili con quelli previsti per l'acqua destinata al consumo umano, che devono essere pari a zero.

Francesca Trapani,attraverso i social, punta il dito contro la gestione dell'emergenza da parte dell'amministrazione comunale.
"Lo scopriamo effettuando analisi private perché il Comune non si è mai curato di effettuare un monitoraggio delle zone interessate dopo la riapertura dei contatori", sostiene l'ex consigliera.
Da qui una serie di interrogativi rivolti all'amministrazione: "Con quali garanzie è stata dichiarata conclusa l'emergenza? Con quali certezze sono stati riaperti i rubinetti senza un costante monitoraggio successivo?".
La vicenda riporta al centro una delle emergenze più delicate affrontate quest'anno dalla città.
Lo scorso marzo il sindaco aveva disposto il divieto di utilizzo dell'acqua per usi idropotabili in diverse vie del centro urbano – tra cui via Nicolò Fabrizi, via Luigi Bassi, via Dei Mille, via Dalmazia e via Nausicaa – dopo le segnalazioni di cattivi odori, torbidità e le prime analisi che avevano evidenziato parametri microbiologici non conformi.
Il Comune aveva quindi avviato interventi di bonifica della rete, campionamenti con l'Asp e un servizio di rifornimento mediante autobotti.
Nei mesi successivi l'amministrazione aveva comunicato un progressivo miglioramento della situazione, con la riattivazione di numerose prese idriche e la graduale riduzione delle aree sottoposte a divieto, pur mantenendo controlli e campionamenti nelle zone più critiche.
Per Francesca Trapani, però, le nuove analisi dimostrerebbero che le rassicurazioni non sarebbero state sufficienti.
L'ex consigliera racconta anche le conseguenze vissute dagli operatori turistici: "Abbiamo dovuto spiegare a due turisti svedesi, ospiti della nostra struttura, che non potevano utilizzare l'acqua nemmeno per lavare la loro bambina di 16 mesi. È un danno enorme all'immagine di Trapani, oltre che alla serenità dei cittadini".
L'esponente del Movimento 5 Stelle chiede ora che vengano resi pubblici tutti i controlli effettuati dopo la riattivazione della rete, i relativi risultati e i criteri che hanno portato a dichiarare superata l'emergenza. "La salute pubblica non si tutela con gli annunci, ma con monitoraggi continui e verifiche rigorose", afferma.
Dopo la diffusione dell'analisi privata è intervenuto l'assessore ai Servizi idrici, Giuseppe Pellegrino, che conferma l'avvio immediato delle verifiche.
"Ieri mattina sono stato avvisato dall'amministratore del condominio di via Nicolò Fabrizi che dalle analisi dell'acqua eseguite da un laboratorio privato risultano valori di contaminazione. Lunedì il Servizio idrico prenderà in carico la pratica e procederà alla chiusura del contatore, avviando il monitoraggio sanitario e le indagini nella zona per individuare il focolaio dell'inquinamento", spiega Pellegrino.
L'assessore ricorda che "qualche mese fa lo stesso palazzo era già stato interessato da un episodio di contaminazione, poi risolto".
Per questo motivo, aggiunge, "questa ulteriore, quasi certa, possibilità di inquinamento crea disagio sia agli utenti sia al settore idrico. La problematica sarà affrontata con la massima attenzione, cercando di tornare alla normalità nel più breve tempo possibile".
Il documento diffuso riguarda un campione prelevato privatamente e non costituisce, da solo, una certificazione dello stato dell'intera rete idrica cittadina. Saranno eventuali verifiche dell'Asp e degli enti competenti a stabilire se la contaminazione riguardi un caso isolato o se richieda ulteriori accertamenti e provvedimenti.
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