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12/07/2026 12:30:00

Trapani, il progetto P.I.P.P.I. oltre il PNRR: "Nessuna famiglia sarà lasciata sola"

Un progetto può finire, ma un metodo, se funziona, resta. 

È con questa idea che il Distretto Socio Sanitario 50 ha scelto di chiudere il percorso del programma P.I.P.P.I., finanziato dal PNRR, trasformando l'evento conclusivo in un momento di rilancio delle politiche a sostegno delle famiglie.

 

Nel Chiostro San Domenico di Trapani, alla Festa delle Famiglie intitolata "La valigia delle esperienze: riempiamola insieme", non si è celebrata soltanto la conclusione di un finanziamento nazionale, ma il consolidamento di un modello di intervento che il territorio punta a rendere stabile. 

Un risultato che arriva dopo un triennio durante il quale il Distretto 50 ha superato gli obiettivi fissati dal Ministero, prendendo in carico 35 famiglie, oltre il target previsto di 25, con interventi rivolti a 52 minori e 146 adulti attraverso educativa domiciliare, sostegno psicologico, accompagnamento scolastico e supporto alla genitorialità.

Il programma P.I.P.P.I. – acronimo di Programma di Intervento per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione – nasce dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l'Università di Padova. 

L'obiettivo è intercettare le fragilità familiari prima che diventino emergenze e prima che si renda necessario l'allontanamento dei minori dal proprio nucleo. Una filosofia che negli ultimi anni è diventata uno dei cardini del welfare di prossimità promosso anche dal PNRR.

 

A coordinare la giornata è stata Katia Bolelli, componente del Gruppo Scientifico dell'Università di Padova e referente nazionale del programma, che ha incontrato operatori, assistenti sociali, educatori e case manager impegnati quotidianamente nel sostegno alle famiglie.

"Il triennio del PNRR ha rappresentato il completamento di un percorso iniziato molto prima",  ha spiegato. "Le famiglie devono poter riconoscere la propria vulnerabilità senza sentirsi giudicate, ma accompagnate. Molti temevano che tutto si interrompesse con la fine del finanziamento. In realtà accade l'opposto: termina una linea di finanziamento, ma il modello continua e viene consolidato all'interno dei servizi territoriali".

 

È proprio la continuità il tema che attraversa tutta l'iniziativa. Per l'assessora del Comune di Trapani con delega proprio al D50, Giusy Poma, la vera novità è che P.I.P.P.I. non è più un progetto sperimentale.

"Oggi si conclude il percorso finanziato dal PNRR, ma P.I.P.P.I. è diventato un LEPS, un Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali. Questo significa che entra stabilmente nel sistema dei servizi. Come Distretto abbiamo inoltre costruito "PIPPI Pro", perché nessuna famiglia venga lasciata sola alla fine del finanziamento".

 

Il Distretto Socio Sanitario 50 continuerà infatti a sostenere i nuclei familiari attraverso altri strumenti, dal Fondo Povertà al Centro per le Famiglie, passando per lo Spazio Neutro e il progetto DesTEENazione, rafforzando una rete che coinvolge i nove Comuni del Distretto: Trapani, Erice, Paceco, Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo, Favignana, Misiliscemi e San Vito Lo Capo.

 

Anche l'assessora di Valderice Anna Maria Mazzara ha sottolineato il valore del lavoro condiviso tra istituzioni e territorio. "P.I.P.P.I. è riuscito a entrare nelle famiglie con discrezione, costruendo percorsi personalizzati e facendo emergere fragilità spesso invisibili. La collaborazione tra Comuni, servizi sociali, scuole e associazioni è stata la vera forza di questa esperienza".

 

Il bilancio va oltre i numeri. 

Negli ultimi anni il Distretto 50 è stato indicato tra le esperienze più avanzate nell'attuazione delle misure sociali del PNRR proprio per la capacità di trasformare le risorse disponibili in servizi effettivamente attivi sul territorio. Una governance che ha consentito di costruire una rete stabile tra enti locali, Asp, scuole, Terzo settore e operatori sociali.

La festa conclusiva, allora, assume un significato diverso. 

Non il saluto a un progetto destinato a esaurirsi, ma il passaggio da una sperimentazione finanziata a una politica pubblica strutturale. 

Perché il patrimonio più importante lasciato da P.I.P.P.I. non è soltanto quello delle famiglie accompagnate, ma un metodo di lavoro che punta a fare della prevenzione, dell'ascolto e della presa in carico precoce una pratica ordinaria dei servizi sociali.