Autovelox, da oggi cambia tutto: uno su cinque sarà spento. Ecco come verificare
Da oggi, domenica 12 luglio, cambia la geografia degli autovelox in Italia. Dopo 34 anni di attesa, è entrato in vigore il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina in modo definitivo l'omologazione, la taratura e le verifiche dei dispositivi per il controllo della velocità. La conseguenza è immediata: circa un autovelox su cinque sarà spento, almeno finché non completerà le procedure previste dalla nuova normativa.
Secondo i dati del Ministero, gli autovelox censiti sono circa 4.000. Di questi, 3.150 risultano già conformi alle nuove regole, mentre 850 dovranno essere disattivati in attesa dell'omologazione.
Il decreto arriva dopo mesi di polemiche e migliaia di ricorsi. La Corte di Cassazione, infatti, aveva stabilito che i dispositivi semplicemente "approvati" ma non "omologati" non potevano essere considerati sufficienti per rendere valide le multe, aprendo un vasto contenzioso tra automobilisti e Comuni.
Come capire se un autovelox è in regola
Per gli automobilisti verificare la regolarità di un autovelox non è impossibile.
Il Ministero ha pubblicato sul portale velox.mit.gov.it l'elenco di tutti i dispositivi presenti in Italia. Per ciascun autovelox sono indicati il modello, l'anno di approvazione e il Comune in cui è installato.
In linea generale:
- gli autovelox approvati dopo il giugno 2017 sono considerati automaticamente conformi;
- quelli precedenti al giugno 2017, se dispongono della sola approvazione tecnica, dovranno superare verifiche documentali, test e controlli prima di ottenere l'omologazione definitiva.
Chi riceve una multa può inoltre verificare sul sito del Comune il modello dell'apparecchio utilizzato. Se le informazioni non sono disponibili, è possibile richiedere un accesso agli atti prima di procedere al pagamento.
Cosa succede in Sicilia
Il decreto non contiene una suddivisione regionale degli autovelox da spegnere, quindi al momento non è possibile sapere quanti dispositivi siciliani saranno interessati dal provvedimento.
La Sicilia, però, compare tra le regioni con i maggiori incassi derivanti dalle multe per eccesso di velocità. Secondo i dati riportati dal Ministero e dal Codacons, nel 2025 Palermo è stata la quinta città italiana per introiti da autovelox, con oltre 4,2 milioni di euro, mentre Catania ha incassato circa 619 mila euro e Messina quasi 2 milioni.
Sarà quindi compito dei singoli Comuni verificare quali apparecchi rispettano già i nuovi requisiti e quali, invece, dovranno essere temporaneamente disattivati.
Multe ancora contestabili?
L'entrata in vigore del decreto non chiude automaticamente il capitolo dei ricorsi.
Secondo diversi giuristi, infatti, resta aperta la questione relativa alle sanzioni elevate in passato con dispositivi privi di omologazione. Il nuovo provvedimento stabilisce le regole per il futuro, ma non cancella il contenzioso nato dopo la sentenza della Cassazione del 2024, che aveva dichiarato nulle le multe elevate con apparecchi soltanto approvati.
Il Codacons ha accolto positivamente il decreto, pur sottolineando il ritardo con cui è arrivato. L'associazione ricorda che il caos normativo degli ultimi due anni ha avuto effetti sia sui ricorsi degli automobilisti sia sugli incassi dei Comuni, diminuiti nel 2025 anche perché molti enti hanno preferito spegnere gli autovelox per evitare contestazioni.
Secondo il Ministero, l'obiettivo della riforma è proprio quello di mettere fine all'incertezza, garantendo controlli uniformi su tutto il territorio nazionale e maggiore certezza sia per gli enti locali sia per gli automobilisti.
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