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14/07/2026 06:00:00

Marsala, il caso del chiosco a Porta Garibaldi

Chiosco sì, chiosco no. È questo l’ultimo dilemma marsalese.

 

Facciamo un passo indietro. Prima della riqualificazione di piazza Mameli, in un angolino era allocato un info point privato, gestito dalla famiglia Parrinello, che lì aveva modo di spiegare ai turisti e ai passanti le escursioni turistiche che si potevano fare: un giro in barca per le isole, da Favignana a Levanzo, una traversata in laguna allo Stagnone, la traversata per Mozia.

 

La riqualificazione della piazza è avvenuta, è un bel colpo d’occhio per chi arriva, sia cittadini che turisti, ma il chiosco non è ancora installato. Nonostante le varie autorizzazioni, che pare siano state tutte concesse, il suo ritorno in quella piazza è motivo di scontro.

 

 

 

La posizione di Grillo

 

L’ex sindaco Massimo Grillo, che aveva deciso di attendere per l’installazione proprio perché non era convinto dell’appropriatezza del luogo, ieri mattina ha rotto gli indugi con un lungo post.

Parte da un assunto: “La bellezza di Piazza Mameli va tutelata: no alla collocazione del chiosco. Esprimo netta contrarietà alla collocazione del chiosco autorizzata dalla nuova amministrazione tra via Sibilla e via Scipione l’Africano, all’interno dell’area rigenerata di Piazza Mameli (nota come Porta Garibaldi)”.

Grillo specifica che non è contrario all’attività lavorativa: “È un’attività storica della nostra città e ha tutto il diritto di continuare a lavorare. Sono contrario al luogo in cui si è scelto di collocarlo: Piazza Mameli, uno spazio dal forte valore storico e identitario, appena rigenerato e da poco restituito ai cittadini. Così com’è, con la straordinaria bellezza che riesce oggi ad esprimere, la nuova piazza non è il posto adatto per un chiosco”.

Entra nello specifico parlando di autorizzazioni: “C’è però un punto che va chiarito, perché sulle carte si sta facendo confusione. La nuova amministrazione autorizza la collocazione del chiosco richiamando una nota dell’allora assessore Agate. Sul chiosco però l’assessore Agate ha firmato due note diverse, una dopo l’altra: con la prima dava il nulla osta, mentre con la seconda — alla luce della riuscita opera di rigenerazione da noi operata e della ritrovata bellezza della piazza — esprimeva forti riserve e invitava a cercare un’altra soluzione per la collocazione del chiosco. A questa seconda nota di Agate si aggiunge inoltre una mia nota, scritta quando ero sindaco, con cui mettevo per iscritto al dirigente la mia contrarietà”.

 

 

 

La nuova Amministrazione tira dritto

 

Per Grillo la nuova amministrazione gioca la partita solo con una parte delle autorizzazioni: “Prendo atto con rammarico che il provvedimento con cui la nuova amministrazione autorizza il chiosco cita però solo la prima nota di Agate, quella del nulla osta. Non cita la seconda dell’assessore, che diceva l’opposto, e non cita nemmeno la mia. Con ciò probabilmente si intende far ricadere sulla mia amministrazione la responsabilità di una decisione che non abbiamo preso e alla quale, anzi, ci siamo opposti. Se la nuova amministrazione vuole collocare il chiosco in quel punto se ne assuma fino in fondo la responsabilità. Io sono contrario: lo dicono gli atti che ho firmato da sindaco e lo ripeto con la stessa chiarezza oggi con questa comunicazione”.

Grillo motiva il suo no: “Ritengo che una piazza di valore storico non possa essere considerata un semplice spazio disponibile, ma debba essere salvaguardata nella sua bellezza, nella sua funzione sociale e nella sua vocazione di luogo di incontro e di rappresentanza della città”.

E infine invita l’Amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Andreana Patti, a “rivedere con urgenza il provvedimento e a individuare una soluzione alternativa, meno impattante e al di fuori dello spazio visivo della nuova piazza, che consenta di tutelare l’attività senza compromettere il valore storico e la ritrovata bellezza di Piazza Mameli”.

 

Parrinello: “Ho seguito e rispettato le norme”

È Davide Parrinello a chiarire l’iter della sua azienda: “Dopo due anni dalla richiesta dell’amministrazione Grillo di procedere ai lavori di riqualificazione della piazza, abbiamo provveduto a rimuovere il chiosco, presente da circa 100 anni all’angolo di Porta Garibaldi. Contestualmente mi è stato comunicato che avrei potuto avviare l’iter per la nuova collocazione, individuata dallo stesso progettista della piazza e condivisa dall’amministrazione allora in carica. Parliamo del gennaio 2025. Dopo aver espletato tutte le procedure previste e ottenuto i pareri favorevoli da parte degli enti competenti, è stato infine rilasciato il provvedimento unico che autorizza l’installazione”.

 

Non comprende Parrinello la contrarietà da parte dell’ex sindaco: “Considerato che l’area destinata alla nuova installazione era stata individuata dalla stessa amministrazione, senza alcuna mia opposizione, ma anzi con la mia piena disponibilità, proprio nell’interesse del decoro della piazza. Mi auguro, quindi, che non vengano posti ulteriori ostacoli all’installazione dell’Infopoint, autorizzata nel pieno rispetto delle procedure e delle normative vigenti”.

 

 

Stamattina, la sorpresa. E si scopre che il problema dell’info point, a Marsala, in via Scipione l’Africano angolo via Sibilla, non è il “chioschetto” in se ma la sua collocazione. Avvenuta questa mattina molto presto.

L’attività insisteva in piazza Mameli da tantissimi anni, rappresentando un punto fondamentale per i turisti che chiedono info, spesso non in lingua italiana. Riproteggerla era un dovere, cercare una collocazione adatta, senza deturpare nulla, pure.

Dalle carte si evince che c’era un inizio dei lavori e una fine, che coincide con la data di oggi, ed il chiosco questa mattina prima ancora delle 6 è stato collocato. Ed è normale che ci sia stupore.

Intanto perché ostruisce il passaggio ai pedoni, che sono costretti a scendere in strada per poi tornare sul marciapiede e continuare a camminare, limita la visuale di chi arriva, ostruisce l’intera vista a chi abita al piano terra del palazzo che lì insiste.  E’ una "cosa" mezza in mezzo.

Sembra una installazione autorizzata senza avere avuto attenzione del cuore della città.

 

Le parole di Parrinello

Davide Parrinello, titolare della struttura, intercettato già alle prime ore di oggi da Tp24 ha detto: “Sono disposto a rivedere la collocazione, purché mi si dia la possibilità di tornare a lavorare in piazza”.

Il suo iniziale posizionamento era ad angolo, in piazza Mameli, lì dove insisteva una edicola. Accanto a Porta Garibaldi. In quello spazio non aggraverebbe la vista ad alcuno, non interromperebbe il passaggio dei pedoni, non intralcerebbe un marciapiede che è stato allargato anche, lo si ricordi, per rendere accessibile una città alle persone con disabilità.

 

Come lavorano gli uffici?

Torna il solito andazzo. Cioè quello delle autorizzazioni senza davvero prendere visione, magari, di quello che sarebbe il lavoro compiuto, così da rifarlo chissà quante altre volte.

Vero è che il provvedimento di fine lavori era oggi, ma è pur vero che  gli uffici e la stessa nuova Amministrazione, guidata dalla sindaca Andreana Patti, avrebbero potuto metterci mano e ripercorrere un provvedimento che oggi, nell’opinione pubblica, dividerà l’intera città.